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martedì, marzo 13, 2007

Second Life? Si grazie ma con calma :-)

Sono in overdose da bombardamento mediatico su Second Life. Per questo ho deciso di uscire dal coro e di pormi provocatoriamente con un atteggiamento critico nei confronti di SL.
Perche' SL sicuramente rappresenta un fenomeno mediatico interessante e dirompente in quanto nuovo e fuori da qualunque consolidato schema sociologico e relazionale ma, proprio per questo motivo, trovo preoccupante il fatto che se ne parli senza andare in profondita' e lo si affronti invece semplicemente come una moda, della serie "se non hai un avatar su SL, non sei nessuno".
Se poi ci aggiungiamo il fatto che si tratta di un fenomeno che ha anche molto a che vedere con il business delle aziende allora dobbiamo fare ancora piu' attenzione e cercare di capirne le dinamiche e gli economics. Infatti ora la "partita" si sta spostando verso le aziende, istituzioni pubbliche e private che fanno a gara per avere un "pezzo di terra" su SL. Costi quel che costi!
Ed e' qui che secondo me non ci siamo...
Cosa stiamo acquistando? Cosa stiamo pagando? Qual e' il ROI?
Naturalmente e' impossibile pensare ad una pianificazione pubblicitaria in SL basandosi sulle classiche variabili di copertura e frequenza e nemmeno il CPA puo' essere ancora un parametro per misurare il ROI. Forse, la variabile temporale ovvero il tempo speso all'interno di un ambiente, un quartiere, un negozio, una concessionaria auto, e' al momento la piu' importante unita' di misura che tiene conto del livello di engagement dei consumatori.
Siamo ancora in una fase sperimentale e sicuramente SL in questo momento rappresenta una realta' da tenere sotto controllo e nella quale investire, se possibile, proprio in termini di "ricerca e sviluppo".
Pertanto e' giusto e doveroso parlarne data anche la ridondanza mediatica che SL sta riscuotendo ma attenzione a non enfatizzarla oltremodo perche' il rischio, soprattutto da noi in Italia, e' che tutto il resto passi in secondo piano :-(
Second Life e' una delle tante possibili frontiere del Web 2.0, da esplorare, un nuovo modo per la brand per entrare in relazione con i consumatori. Ma, efficacia ed efficienza devono comunque rimanere le variabili su cui fondare le scelte di investimento di marketing e advertising.
Insomma, tutto cio' per ribadire pragmanticamente anche il senso e l'importanza di Internet come media "classico" in grado di aggiungere efficacia ed efficienza al media-mix "tabellare", sottolineando inoltre l'apporto in termini di innovazione dal punto di vista creativo e media che anche la "semplice" campagna banner e' in grado di fornire e sempre tenendo conto di tutti gli aspetti di misurabilita' puntuale e precisa che solo l'advertising online e' in grado di fornire.

Vi segnalo inoltre questo "post" che ho trovato molto concreto e con "i piedi per terra" :-)
http://www.adotas.com/2007/03/second-guessing-second-life-is-this-virtual-playground-worth-your-marketing-dollars/

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma qualcuno ha provato ad entrare in 2nd life?
Lentissimo, un crash ogni 10 minuti, una noia...
E poi solo "xxx" nel senso che le isole gettonate sono quelle li'... Piu' facile Supereva x gli incontri hard.
Boh, sono un po' perplesso. Siccome di giochini di ruolo ce n'e' tanti in rete, chi e' che sta "pompando" 2nd life (con quanti soldi ai giornalisti) e per vendere la baracca a chi?
Non e' forse una bella azione di mktg pompata da linden labs che quando poi un google o una ms di turno pagheranno a suon di miliardi, si sgonfiera' e non ne sentiremo + parlare?

Anonimo ha detto...

Ma, direi che all'inizio anche il web stesso aveva goduto della stessa reputazione, di cosa inutile e poco stimolante. Quando una decina di anni fa si vedevano i primi spot con degli indirizzi internet in sovrimpressione: a che pro un'azienda doveva aprirsi un sito internet? Second life secondo me potrebbe essere vissuto come un internet in 3d. Di fatto se si sviluppasse come la grande rete potrebbe apportarvici dei miglioramenti. Invece di andare in un sito immettendo l'indirizzo ci si potrà spostare volando e vedendo tutta una serie di altri siti/isole oppure teletrasportandoci direttamente. Per il resto anche io resto un po' diffidente, viste le mie brevi frequentazioni, però il potenziale mostrato è immenso, quindi forse merita una second opportunity, diciamo

Anonimo ha detto...

sono anch'io perplesso come marcoloc. sono su internet dal '94 ed ho spesso sperimentato in prima persona le prime forme di realtà virtuale come i "mud" poi divenuti i "mmporg" e ora trasformatisi in reltà virtuali fini a se stesse. second life non l'ho provato direttamente ma ho letto alcune interessanti recensioni. quello che mi sorprende maggiormente sono soprattutto due aspetti: 1)l'operazione di marketing che coinvolge second life: non ho mai visto così tante testate giornalistiche parlare di realtà virtuale come nel caso di second life. sorprendente è stata poi la capacità di coinvolgere imprese e addirittura istituzioni pubbliche. possibile che tutto sia derivato soltanto dal c.d. marketing virale?
2)la apparente assenza di concorrenza. nel mondo dei mmporg ci sono decine di alternative. strano che nessuno abbia pensato di fare seriamente concorrenza a second life.

Quello che invece mi stupisce di meno è l'interesse della gente comune e l'effetto hype. In fondo basterebbe riflettere sul fatto che il gioco del computer più venduto di tutti i tempi è "the sims" dove l'utente deve simulare una vita virtuale per capire che questo tipo di scenario piace molto alla gente.

Anonimo ha detto...

Layla, buongiorno, mio primo commento qua da te. Purtroppo critico, peccato rendermi subito antipatico :) ma spero di no

E' che mi stupisce questo pragmatismo: non sarà resistenza all'innovazione?

Io non sono un entusiasta, commento questo mercato da 15 anni, per cui figurati. Però la tecnologia, Internet, è così. Se c'è una cosa fissa è il cambiamento rapido, la velocità

Non sarà quindi che tocca alle aziende italiane - o meglio alle persone dentro le aziende - abituarsi al ritmo?

Guarda la rassegna stampa dell'evento Gabetti:
http://matteopenzo.hotmc.com/blog/2007/03/11/mastering-the-gabettisecond-life-press-launch/

Non solo è un primo risultato tangibile, monetizzabile, ROI tintinnante (anche se mi viene da chiedermi quando mai mktg/adv han misurato il ROI), ma è anche segno che la stampa internazionale ha un'altra percezione del tema

Comunque la mossa SL per Gabetti fa parte di una strategia più ampia di innovazione, ne ho parlato qua
http://www.infoservi.it/dblog/articolo.asp?articolo=318

All'interno trovi anche il link all'iniziativa SL di Starwood Hotels, che risale ormai a un annetto fa...

Destiny ha detto...

...ecco vedi...il paradosso e' che alla fine di ritrovi a gestire gli stessi problemi che hai nella vita reale...SL dovrebbe essere davvero un'alternativa alla vita reale...un'enclave dove e' possibile cambiare tutto...ad ogni modo credo anche io che per le aziende pubbliche e private il maggior ROI in questo momento derivi dall'indotto di comunicazione e notiziabilita' che si genera attraverso un'apertura in Linden...ma tra poco SL non sara' piu' di moda quindi e' bene "cavalcare l'avatar" fintanto che funziona...

Anonimo ha detto...

Ho trovato un articolo molto interessante su BrandWeek intitolato "Are Marketers Dying on Second Life?".

Questo è il link:
http://www.brandweek.com/bw/news/recent_display.jsp?vnu_content_id=1003563242

Destiny ha detto...

...grazie della segnalazione, e' molto interessante e lo condivido al 100%

Poianone ha detto...

Buongiorno-buonasera a tutti! Sono un dottorando in scienze aziendali, attualmente sto svolgendo una serie di attività di ricerca incentrate proprio su SL, vorrei quindi fare un paio di considerazioni...
Anzitutto, ci sarebbe da discutere sull'aspetto ludico di SL. Secondo me, in molti non hanno identificato cosa dovrebbe rappresentare SL: direi che è un simulatore di creazione di attività commerciale! Se ci pensate, non sono molti i MMOG che implementano questo scopo. Posso cioè creare un oggetto in 3d e vedermi tutelato il diritto sulla proprietà intellettuale del design! Questo è un aspetto fondamentale che spiega in parte il perchè della presenza di tante aziende in-game. Un qualunque World of Worldcraft, Everquest o City of Heroes implica che:
1)Non puoi creare nessun elemento nell'ambiente senza il consenso del produttore del gioco;
2)Qualunque elemento del gioco deve essere creato dagli sviluppatori e non autonomamente;
3)Per qualunque cosa che sia stata creata, devi pagare le licenze agli sviluppatori.
Tanto per capire cosa potrebbe attirare un azienda, si potrebbe arrivare all'astratto che il design delle nuove auto, poniamo, di Toyota nasca su SL (realizzarla non comporterebbe grossi investimenti di tempo e dearo rispetto ad avviare il normale iter di progettazione con CAD e compagnia), ottenendo un feedback immediato dai giocatori/utenti... Cosa ad esempio che Starwood Hotels fa già!