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domenica, novembre 25, 2007

Questa volta condivido gli onori...

La scorsa settimana ho ricevuto il Premio Eccellenza 2007 organizzato dall'Associazione MANAGER ITALIA.
http://www.manageritalia.it/news/4/21_11_2007_premio_eccellenza_vincitori.htm
Sono veramente onorata di questo riconoscimento perche' ogni giorno cerco di raggiungere l'eccellenza nelle cose che faccio....e non sempre ci riesco ;-)
ma, credetemi, da quando ho iniziato a lavorare, mi esercito sempre in questa pratica.
Mi ricordo che uno dei primi libri di business management che lessi un bel po' di anni fa, quando iniziai la mia carriera, era "Alla ricerca dell'eccellenza" di Tom Peters, libro che fu per me -stagista in Publitalia- davvero illuminante
http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788820039974&pc=000005003002001
La teoria di Tom Peters del " MBWA -managing by wandering around-" mi aveva particolarmente affascinata, perche' mi domandavo come una cosa banale ed ovvia come MBWA, come spiega Peters: "quickly became our favorite "excellence" idea! Technically, it meant staying in direct touch (damn the bureaucracy!) with the folks who do the work", potesse essere uno dei fondamenti dell'eccellenza nell'ambito delle organizzazioni aziendali.
Vi segnalo questo post, http://www.tompeters.com/entries.php?note=008106.php
L'esperienza negli anni mi ha poi insegnato che non e' affatto banale mettere in pratica la teoria del MBWA perche' non tutte le aziende lo "consentono". Si tratta, alla fine, di poter gestire un'azienda in logica "bottom up" ed e' qui che di solito cominciano le difficolta'.
In effetti, se dovessi condividere questo Premio con qualcuno - e credo proprio sia giusto farlo-dovrei farlo con il Gruppo Aegis Media Italia -in cui lavoro da ormai quasi 8 anni-, che mi ha dato la possibilita' di "MBWA", e con i miei colleghi di Isobar con cui passo gran parte delle mie giornate, che mi stimolano e mi aiutano nel fare sempre tutto al meglio delle mie possibilita', e con cui condivido oneri ma anche onori.

2 commenti:

Roberto Favini ha detto...

L'eccellenza nasce dal talento ma va anche coltivata, occorre creare le giuste condizioni perché cresca rigogliosa e, perché no, generi a sua volta altri casi di eccellenza.
Il Kaizen ed il Ciclo di Deming (noto anche come PDCA o PDSA) nel dopoguerra, sono alcuni esempi esempi di come applicare i concetti di miglioramento continuo sia alla gestione aziendale che alla sfera individuale e privata.
Mai come oggi però, in un'epoca in cui la competizione col mondo che ci circonda è diventata feroce e dove i margini per emergere sono sempre più risicati, ecco allora che è l'eccellenza che fa la differenza.
Nel Kaizen troviamo anche il concetto tipicamente web 2.0 per il quale la spinta arriva dal basso.

La ricerca dell'eccellenza non deve essere intesa come raggiungimento di un target predefinito, ma ogni risultato raggiunto deve essere il punto di partenza per raggiungere traguardi più ambiziosi.
Non è sufficiente confrontarsi con il prossimo e con il mondo esterno; una crescita reale richiede anche il confronto con sè stessi.
La ricerca dell'eccellenza non è una teoria e nemmeno un obiettivo: è una filosofia di vita, che ti segue in tutto quello che fai, anche nelle piccole cose; anche da quello si nota la differenza tra chi ha l'eccellenza nel DNA e gli altri.

La teoria di Tom Peters non la conoscevo ma colmerò questa lacuna.
Condivido appieno che le aziende raramente "consentono" l'applicazione di teorie "sovversive" tipo questa, così come le Balanced Scorecard.
Personalmente me ne sono sempre infischiato e, anche quando non trovavo terreno fertile intorno a me, in mancanza d'altro appplicavo certi concetti....a me stesso!

Voglio chiudere con una citazione a me cara:
"If you always do what you've always done, you'll always get
what you've always got" (W. Edwards Deming, statistico - 1900-1993).

I miei complimenti a te e un plauso ad Aegis Media che ti ha consentito di arrivare dove sei oggi.
Roberto

Anonimo ha detto...

www.daai007.org