domenica, aprile 27, 2008

IAB FORUM ROMA

Se la montagna non va da Maometto...

Roma, dal punto di vista del business relativo all'advertising online, e' diventata una citta' molto importante. Ci sono molte aziende di rilievo, multinazionali ed aziende pubbliche che stanno guardando ad internet e alla comunicazione online con grande interesse investendo a volte budget davvero molto interessanti. Ma ne mancano ancora molte all'appello...
Per questo motivo, abbiamo pensato di replicare l'evento, anzi il mega-evento, che tutti gli anni si svolge a Milano, IAB Forum, organizzando una giornata nella Capitale. Iab Forum Roma si svolgera' il prossimo 7 maggio e siete tutti invitati! Per chi volesse maggiori informazioni ecco l'indirizzo del sito creato per IAB Forum. Non mancate!
www.iabforum.it

...se vedemo ;-)

CRM come sorprendere e fidelizzare un cliente

Circa un mese fa sono andata con la mia famiglia a Parigi per qualche giorno di vacanza...Eurodisney naturalmente compresa, favolosa nonostante la bufera di neve
;-)
Al di la' di essere stata sfidata da mia figlia a salire con lei sui vari "rollercoaster" dopo anni di paura dichiarata, non potendo fare ulteriori figuracce, mi sono armata di coraggio e siamo partite...beh il divertimento su "Space Montain" e' stato spazialeeee. Non volevo piu' scendere!
Ma non era di questo che vi volevo parlare. Vi volevo raccontare di un disguido che abbiamo avuto con il servizio navetta aereoporto - hotel e viceversa (naturalmente avevo preacquistato tutto online, ingresso ai musei, metro etc...evitando perdite di tempo e file inenarrabili al Louvre). Pronti per la partenza per Milano lo chaffeur si e' presentato un quarto d'ora prima dell'orario stabilito e non ha voluto sentire ragioni di aspettarci, sicche' abbiamo dovuto prendere in fretta e in furia un taxi. Contattato al ritorno via email Expedia per segnalare l'inconveniente, ho ricevuto immediatamente risposta con la richiesta di produrre la ricevuta del taxi per il rimborso. Naturalmente mi sono dimenticata di inviare la ricevuta e cosi' la richiesta di rimborso per quanto mi riguardava era gia' passata come si suol dire in cavalleria. Bene, l'altro ieri ho ricevuto una mail dal customer care nella quale mi dicevano che nonostante non avessero ricevuto la copia della riceuta del taxi avevano provveduto ad accreditarmi sul mio C/C l'intero importo del servizio navetta non goduto.
Sono rimasta cosi' felicemente sorpresa dal livello di attenzione e dall'utilizzo eccellente del CRM che ho deciso di raccontarlo proprio perche' siamo ormai cosi' poco abituati all'efficienza che quando capita di avere a che fare con aziende cosi' eccellenti credo sia doveroso farlo sapere.
Naturalmente si sono garantiti i miei prossimi viaggi fidelizzandomi con un'azione che pensandoci dovrebbe essere di ordinaria amministrazione.

domenica, marzo 09, 2008

Ma che ne sa Ferrara?

Ho visto e sentito il discorso di Giuliano Ferrara...
http://it.youtube.com/watch?v=XwmooBqIabU&NR=1http://www.la7.it/blog/default.asp?idblog=GIULIANO_FERRARA_-_Gli_editoriali_11

Prima di esprimermi, pur avendo gia' un'opinione personale molto precisa sull'argomento, sono andata a documentarmi. Volevo provare a capire con serieta' perche' uno come Giuliano Ferrara improvvisamente avesse deciso di far sua la battaglia contro l'aborto. Non voglio neanche parlare dei suoi trascorsi politici, non m'interessano sebbene molto ci sarebbe da dire...
Ma dopo essermi aggiornata anche sull'andamento delle cosiddette IVG (interruzioni volontarie di gravidanza) in Italia negli ultimi anni che sono peraltro diminuite e non aumentate: nel 1980 per ogni mille donne residenti in Italia sono stati registrati 15,3 interruzioni volontarie di gravidanza -nel 1998 sono scese a 9,5 ovvero quasi dimezzate, mi sono chiesta:
ma allora di cosa parla quest'uomo? E perche' proprio ora ha deciso di interessarsi all'argomento?
Che ne sa Ferrara del profondo significato della maternita' e dell'immenso ed incolmabile dolore psichico e fisico che una donna puo' provare quando costretta ad abortire, spesso per motivi indipendenti dalla sua volonta'?
Che ne sa di come la tragedia di dove prendere una decisione cosi' profonda possa cambiare e anche distruggere la vita di una donna?
Io conosco personalmente donne che hanno dovuto rinunciare alla propria esistenza per crescere un figlio handicappato, perche' sole, senza assistenza sociale, senza aiuti concreti, abbandonate alla loro disperazione e con la sola forza di andare avanti per amore, l'amore che solo una madre puo' avere per il proprio figlio...perche' non parliamo di questo?
L'interruzione di gravidanza non puo' avere a che fare con questioni di propaganda politica e non puo' essere strumentalizzata da nessuno. E' una decisione cosi' personale, che ha solo a che vedere con la propria coscienza ed il proprio essere. Nessuna donna in condizioni di normalita' vorrebbe abortire, di questo ne sono certa.
Parliamo piuttosto di quali aiuti lo Stato dovrebbe essere in grado di fornire ad una donna nella terribile condizione di non potere sostenere e portare avanti la propria maternita'.
La legge 194 e' un diritto acquisito che non si puo' negare a nessuna donna.
Lo dico con grande fermezza, pur essendo personalmente in linea "di principio" contraria all'aborto, ma tuttavia essendo consapevole che non si puo' negare in determinate circostanze.
Riporto qui di seguito da lettera di Livia Turco a Repubblica che condivido quasi completamente e che credo sia un monito per Ferrara e per la sua assurda moratoria propagandistica.
D'altro canto, permettetemi...che credibilita' puo' avere uno che in televisione, qualche settimana fa, fumando amabilmente una sigaretta dichiarava la sua ambizione a diventare Ministro della Salute?

Legge 194: una lettera del Ministro della Salute Livia Turco al Direttore di Repubblica
"DIFENDO LA 194 MA NON TEMO IL CONFRONTO"di Livia Turco*
Caro direttore,la legge 194, che nel 1978 ha reso legittimo per le donne italiane il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza, non ha bisogno di alcun "tagliando". Essa si dimostra infatti ancora oggi di estrema efficacia e mantiene inalterata la sua validità.
Anche per rispondere alle più recenti sollecitazioni di natura sia etica che scientifica.E allora a cosa dovrebbe servire, mi chiede anche Miram Mafai, l'atto di indirizzo da me annunciato anche per una migliore applicazione della legge?
La necessità di formulare indirizzi per gli operatori sanitari in materia di assistenza neonatale per i nati molto pretermine e in generale sulla gravidanza e il parto, è avvertita da tempo dalla stessa comunità scientifica che, in alcuni casi, si è già mossa, indicando ad esempio i limiti temporali a partire dai quali si ha certezza sostanziale sulla capacità di vita autonoma del feto.
Sappiamo bene che nel '78 tale periodo si collocava non prima delle 24/25 settimane di gestazione, mentre oggi i progressi della neonatologia lo indicano attorno alla ventiduesima settimana.
Questo indicatore è molto importante perché la 194 prevede un limite invalicabile all'aborto quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto.In questo caso esso resta infatti possibile solo in condizioni di grave pericolo per la "vita" della donna, a conferma ulteriore che non siamo in alcun caso di fronte a una legge eugenetica.
E non si può parlare di eugenetica neanche nel caso di un aborto conseguente a una diagnosi di anomalia o malformazione del nascituro.
La 194 non prevede infatti l'aborto per malformazione del feto ma solo quando tali malformazioni determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.
Anche in questo caso la 194 si conferma una legge di chiari e saldi principi. Incentrati, da un lato, sul diritto all’autodeterminazione della donna, sulla sua capacità di "accoglienza" della maternità e sulla salvaguardia del feto dal momento in cui presenta possibilità di vita autonoma. Dall'altro, su una serie di valutazioni medico-scientifiche finalizzate a far sì che tali diritti, capacità e garanzie possano essere sempre esercitati al meglio.
Chi ha voluto e chi ha combattuto per questa legge e che oggi giustamente ne rivendica e ne difende la validità, non deve quindi temere di confrontarsi con il progresso della scienza.
Perché se è vero che esso consente diagnosi sempre più anticipatorie sulla salute del nascituro (anche se con ancora molti margini di errore e variabilità), rende possibile parti in età gestionali estremamente pretermine, contribuisce a diminuire le sofferenze, è anche vero che ci pone dinanzi a scelte e dilemmi di natura profonda che non possiamo non considerare. A partire dal rifiuto della ricerca di una ideale perfezione nel nascituro che può condurci verso scenari da incubo selettivo della specie che non possiamo accettare.
Noi donne per prime. Proprio in quanto portatrici di valori alti a difesa della vita e dell'amore e del rispetto della persona e della sua capacità di scelta, che sono gli stessi valori che hanno ispirato le lotte per la legalizzazione dell'aborto.
A chi oggi grida contro questa legge, invece, è sempre bene ricordare che prima della sua approvazione almeno trecentomila donne italiane si sottoponevano ogni anno a interventi rischiosi e clandestini per interrompere una gravidanza non desiderata.E che, solo grazie a questa legge, gli aborti si sono oggi dimezzati e continuano a calare anno dopo anno.
A dimostrazione della validità della 194, sia per il contenimento del ricorso all'Ivg, sia per la non assimilazione dell'aborto a metodo contraccettivo e sia per la crescita della cultura della maternità come momento di grande responsabilità della donna.
E' diventato sempre più evidente nel corso degli anni che l’autodeterminazione da parte della donna non si traduce in libero arbitrio o in una manifestazione di egoismo o in relativismo etico. Al contrario il diritto alla "scelta" ha portato alla maturazione di una maggiore responsabilità verso la procreazione. E dunque verso la vita umana.
Per tutti questi motivi io difendo "senza se e senza ma" la legge 194. Ma per gli stessi motivi non ho paura del confronto e della verifica sulla sua applicazione anche chiedendo aiuto alla comunità scientifica, per meglio indirizzare gli operatori e per meglio garantire le donne nella loro scelta su come portare o non portare avanti una maternità.Questo a partire dalla necessità di individuare il momento in cui sussistono le condizioni per una effettiva possibilità di vita autonoma del feto. Per dare indicazioni uniformi ai neonatologi sul tipo di assistenza da garantire al neonato molto pretermine e per evitare forme di accanimento terapeutico. E per garantire l’appropriatezza nelle diagnosi prenatali.
Non si tratta quindi di porre "nuovi" limiti temporali all'aborto terapeutico, come teme Miriam Mafai, perché resta assolutamente valido quel limite già indicato dalla 194 all'articolo 7, dove è previsto che quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto l'Ivg sia praticata solo in caso di pericolo per la vita della donna. Si tratta semmai di chiedere alla comunità scientifica di indicare il periodo di gestazione oltre il quale sussistono tali possibilità, in base alle evidenze scaturite dal continuo aggiornamento delle conoscenze scientifiche.Questa è la via. E penso sia quella giusta per rispondere a chi, al contrario, pensa di usare il progresso della scienza come alibi per intaccare responsabilità e autonomia delle donne nella decisione più importante della loro vita.*

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p.s. un saluto particolare ad Andrea che si lamenta di venire sul mio blog e non trovarlo aggiornato :-)

mercoledì, febbraio 27, 2008

Lettera aperta al Dr.Bruno Vespa su Blog, Internet e mass media

Abbiamo inviato questa lettera al Dott. Vespa, direttore di Porta a Porta.
Oggetto: Lettera aperta su Blog, Internet e mass media

Egregio Dott. Vespa,

Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,
In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.
Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu' del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a "reti sociali" basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l'on. Gentiloni, l'on. Di Pietro, l'on. Letta, l'on Pecoraro Scanio, l'on Lanzillotta, l'on Storace, l'on. Santachè, ...), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).
Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico. Ancora peggio è criminalizzare i blog - come cercano talora di fare i paesi autoritari per giustificare le loro censure - solo perchè alcuni - giovani o no - lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione via Internet.
Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perchè ... fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e giornali...Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme importanza.
Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante - che di per sè porta ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima grandezza - e dall'altro sono un fattore propulsivo decisivo per l'economia nel suo complesso, e in particolare per la diffusione dell'innovazione presso le aziende e le famiglie.
La Commissaria UE Viviane Reding ha piu' volte ricordato che ben il 50% della crescita del PIL europeo e' legata allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.
In Italia purtroppo l'economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della banda larga è forse l'indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.
Secondo i recentissimi dati diffusi dall'organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:
1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.
2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.
I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.
Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all'informatica con ricadute positive per l'intero sistema.Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet.
Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l'uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.
Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del mezzo.

Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l'uso e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi - sociali o criminali - che tutti desideriamo combattere.
Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l'adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l'occasione di far crescere questo Paese.
Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di comunicazione.Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d'ora la nostra disponibiiltà a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo di esperienza e competenza.

Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage
Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni
Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel - Mensile di attualità per l'industria ICT
Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy,
Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 - Settimanale di innovazione de Il Sole 24 ore
Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino - Responsabile italiano Creative Commons
Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale - Associazione Italiana Industria Digitale
Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale Assocomunicazione - Confindustria
Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano
Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb - Joint Industry Committee per la rilevazione delle audience online
Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia - Settimanale Economico Corriere della Sera,
Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso - Sky TG24
Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB - Interactive Advertising Bureau
Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network - Associazione imprenditori di prima generazione
Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP - Associazione Italiana Internet Provider
Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER - Centro studi per l'imprenditorialità - Università Bocconi
Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media - Politecnico di Milano,
Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit - Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica
Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex - Consorzio per l'interoperabilità dei servizi Internet

domenica, febbraio 03, 2008

MYahoooo!!!

Ciao!
intanto chiedo scusa a chi ogni tanto decide di avventurarsi nel mio blog e non trova nulla di nuovo da condividere...ma ho deciso di non farmi prendere dall'ansia della prestazione del blogger... questo e' uno dei miei buoni propositi del 2008 ed essendo pigra di natura :-) -difficile da credere per chi mi conosce, ma e' cosi'- ho deciso di scrivere qualcosa solo quando mi sento di farlo a costo di passare per quella che ha un blog e non lo tiene aggiornato.

Beh...volevo condividere oggi quello che mi e' successo l'altro ieri.

Sono stata fuori Milano, da un cliente e senza poter usare il blackberry quasi per una giornata intera. Mentre ero in treno, di ritorno dalla riunione, leggendo la posta inciampo in una delle newsletter a cui sono iscritta che dice "Microsoft buys Yahoo!". Opppsssss!!! Rileggo il subject e fra me e me, in quella frazione di secondo che mi separa dall'aprire la mail e dal leggere tutto d'un fiato il contenuto, dico "sara' l'ennesima notizia della serie "al lupo al lupo" ma non sara' vera...". E invece, leggo, mando un sms ad un amico fidato e "sempre sul pezzo" che mi dice "si hanno lanciato un'OPA".
Wow!!!! finalmente qualcosa che stimola la mia curiosita' :-) e che mi porta a pensare, in maniera un po' apocalittica, che le sorti del mondo potrebbero essere state gia' decise mentre io ero in riunione con un cliente a parlare di Internet!
E allora comincio a rimuginare e penso che questa, se andasse in porto, sarebbe davvero una bella novita' nel nostro oramai paludoso e quasi stantio mondo dell'online. Una bella notizia, l'unica che forse potrebbe muovere qualche pedina nello scacchiere della "knowledge economy".
Chi piu' di Microsoft e Yahoo messi insieme potrebbe provare a contrastare l'invincibile Google?
Chi meglio di due dei tre titani globali della storia di internet uniti in matrimonio d'interessi potrebbe provare a scardinare il dominio incontrollabile e incrontrollato di "Mr. I'm not Evil"?
Io ci spero e vi spiego anche perche'. Credo che pur non arrivando a contrastare da subito Google in termini di quote di mercato di numero di ricerche effettuate sui motori, MYahocrosoft (consentitemi il neologismo), con una buona strategia d'attacco e non di difesa, potrebbe porsi come una reale alternativa all'offerta pubblicitaria, sempre piu' esclusiva da parte di Google, tesa a disintermediare, o meglio a fagocitare chicchessia, anche attraverso l'acquisizione di societa' quali DoubleClick che, btw, e' tornata da pochissimo sul mercato con un'offerta di spazi pubblicitari (ovverossia non offre piu' in maniera neutrale solo il software, come aveva deciso di fare da qualche anno a questa parte, ma anche la possibilita' di fare pianificazione proprio grazie alla mole di dati acquisiti dal software venduto ad editori ed agenzie per la gestione dell'advertising -vedi http://www.doubleclick.com/products/advertisingexchange/index.aspx-) che...come dire mi pare molto "Google like" e che sinceramente mi desta qualche preoccupazione in piu' rispetto al recente passato.
Inoltre, e' vero che il 95% di noi utilizza il motore di ricerca per muoversi agevolmente in rete, ma e' pur vero che Internet si fonda su un mondo di contenuti che alimentano e nutrono la rete e che vivono di pubblicita', che pare ormai essere l'unico modello di business che possa sostenere gli editori online, e che, nel bene e nel male, continuano a dipendere in buon parte da Google. Dunque, se solo ci fosse qualcuno che almeno ci provi a creare un'alternativa reale a Google questo mercato potrebbe ricevere un'iniezione di adrenalina e di ottimismo che farebbe bene a tutta l'industria della comunicazione e della pubblicita' che, ultimamente, mi pare si stia un po' rassegnando al dominio incostrastato di un solo player in grado di disegnare il futuro dell'informazione.
Se poi ci mettiamo dentro anche il fatto che il potere legislativo e politico globale, iper frammentato, e spesso ripiegato sulle problematiche locali, non sia in grado di affrontare in maniera coesa il problema della gestione dell'informazione globale, lasciando ampiamente spazio e tempo a coloro i quali, con grande competenza e lungimiranza, stanno decidendo al posto loro, disegnando le nuove regole del gioco dei prossimi anni, questa nuova ondata di interesse che sta gravitando sul "merge" di Microsoft e Yahoo potrebbe rifocalizzare l'attenzione sul rischio che stiamo tutti correndo in termini di monopolizzazione dell'informazione (e di tutto cio' che ne puo' derivare), il bene piu' prezioso dell'umanita' dopo l'acqua.

domenica, dicembre 23, 2007

Il 2007

Quest'anno e' sul finire e vorrei provare a tracciare un bilancio...
Difficile dire che sia andata benissimo sul fronte del nostro business con il sorriso sulle labbra, difficile perche' per quanto i numeri ci stiano dando fortemente ragione, l'advertising online e' cresciuta ancora quest'anno di oltre il 40% in termini di investimenti pubblicitari in un mercato che piu' in generale pero' registrera' una crescita del 3% a far tanto, molto resta ancora da fare. Perche' il mercato della pubblicita' online si imponga con decisione, molto resta da fare o da rifare in ambiti che sono a monte e a valle dello sviluppo del nostro Paese, nel quale la pubblicita' riveste un ruolo importante ma che e' indissolubilmente legata alla crescita delle aziende, che invece lamentano una stasi come non si era mai vista negli ultimi 50 anni, alle politiche economiche di investimento nelle nuove tecnologie.
Siamo in un Paese che soffre di arretratezza, di incapacita' di evolversi, perche' ingessato da mille lacci e lacciuoli. Un Paese dove e' difficile vedere vincere chi ha merito, dove e' difficile oggi pensare che esista una giustizia ed il rispetto delle regole, dove nonostante ci sia la totale consapevolezza che qualcosa, anzi gran parte delle cose non funzionano, non accade nulla o quasi affinche' si cambino. Dove chi insorge, insorge per 10 minuti per poi ricadere in un torpore secolare. Dove i media non fanno altro che parlare di delitti, di omicidi, di tragedie familiari senza alzare lo sguardo verso il perche' di tutto cio', senza andare a fondo dei problemi che sono anche causa di questo malessere sociale. Non sento, non vedo, non leggo quasi piu' notizie internazionali, se non acquistando testate estere oppure guardando canali satellitari o navigando siti di respiro internazionale. Come se si fosse deciso che l'Italia non possa avere piu' benchmark, come se ci si sia incartati sui noi stessi per paura di non reggere piu' il confronto.
Io spero che il 2008 possa davvero ridare a tutti quanti la voglia, la forza, la pretesa di non accontentarsi piu'. Non vedo piu' nel nostro Paese quell'ottimismo, quella grinta che servono per progredire, quella curiosita' e quella creativita' che facevano parte del nostro DNA.
I giovani sono spariti, oppure, dove sono mi domando? Si fanno dare dei "bamboccioni" senza neanche reagire, senza ribellarsi alla presunzione di chi li accusa di essere incapaci di crescere e di maturare senza pensare che non c'e' la minima volonta' di lasciare loro lo spazio per poter dimostrare che tanto "bamboccioni" non sono.
E chi ogni tanto emerge dal limbo, si guarda in giro e non trova nessuno che lo sostenga.
Questo post stona un po' con l'atmosfera di questi giorni ma, d'altro canto, non vedo in giro facce sorridenti e forse ognuno di noi in fondo pensa quello che io sto scrivendo.
Datemi un segno, provate a convincermi del contrario.

domenica, novembre 25, 2007

Questa volta condivido gli onori...

La scorsa settimana ho ricevuto il Premio Eccellenza 2007 organizzato dall'Associazione MANAGER ITALIA.
http://www.manageritalia.it/news/4/21_11_2007_premio_eccellenza_vincitori.htm
Sono veramente onorata di questo riconoscimento perche' ogni giorno cerco di raggiungere l'eccellenza nelle cose che faccio....e non sempre ci riesco ;-)
ma, credetemi, da quando ho iniziato a lavorare, mi esercito sempre in questa pratica.
Mi ricordo che uno dei primi libri di business management che lessi un bel po' di anni fa, quando iniziai la mia carriera, era "Alla ricerca dell'eccellenza" di Tom Peters, libro che fu per me -stagista in Publitalia- davvero illuminante
http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788820039974&pc=000005003002001
La teoria di Tom Peters del " MBWA -managing by wandering around-" mi aveva particolarmente affascinata, perche' mi domandavo come una cosa banale ed ovvia come MBWA, come spiega Peters: "quickly became our favorite "excellence" idea! Technically, it meant staying in direct touch (damn the bureaucracy!) with the folks who do the work", potesse essere uno dei fondamenti dell'eccellenza nell'ambito delle organizzazioni aziendali.
Vi segnalo questo post, http://www.tompeters.com/entries.php?note=008106.php
L'esperienza negli anni mi ha poi insegnato che non e' affatto banale mettere in pratica la teoria del MBWA perche' non tutte le aziende lo "consentono". Si tratta, alla fine, di poter gestire un'azienda in logica "bottom up" ed e' qui che di solito cominciano le difficolta'.
In effetti, se dovessi condividere questo Premio con qualcuno - e credo proprio sia giusto farlo-dovrei farlo con il Gruppo Aegis Media Italia -in cui lavoro da ormai quasi 8 anni-, che mi ha dato la possibilita' di "MBWA", e con i miei colleghi di Isobar con cui passo gran parte delle mie giornate, che mi stimolano e mi aiutano nel fare sempre tutto al meglio delle mie possibilita', e con cui condivido oneri ma anche onori.

sabato, novembre 10, 2007

IAB Forum 2007

Ciao,

eccomi qui dopo un mesetto di latitanza :-)
In quest'ultimo mese mi sono dedicata "anima e core" a Iab Forum 2007 - http://www.iabforum.it/ -(oltre naturalmente alla mia "vera" attivita' in azienda...lo sottolineo per non far preoccupare il mio CEO di Aegis Media Italia :-)
E' stata anche quest'anno un'impresa bellissima, sia per i risultati, sia per l'enorme, complesso ma divertente lavoro che c'e' stato "dietro le quinte". Un lavoro di squadra che ci ha portato a trasformare un piccolo evento, organizzato per la prima volta cinque anni fa al Palazzo delle Stelline, in quello che e' oggi considerato il piu' importante evento dell'industria della comunicazione italiana.
Volevo ringraziare tutti, ma proprio tutti, le circa 5000 persone che hanno partecipato tra il 7 e l'8 Novembre, i colleghi del gruppo di lavoro, i relaatori che si sono avvicendati nei tre convegni istituzionali, il Ministro Paolo Gentiloni in collegamento da Porretta Terme, Lorenza Bonaccorsi Capo della Segreteria del Ministero delle Comunicazioni, che e' venuta personalmente a Milano, Luca De Biase che ha intervistato il Ministro, David Weinberger, Marco Montemagno (che ha di fronte a se' una carriera da showman per quanto e' bravo sullo stage) Japp Favier, Lele Dainesi (che e' rientrato appositamente da Berlino per moderare uno dei workshop organizzati, per poi ripartire di nuovo per Berlino), gli sponsor, i partner (e fra questi volevo citare Luca Persichetti di Multiplayer.it che mi sono dimenticata di ringraziare pubblicamente per avermi aiutato a confezionare l'overlayer che ho inserito nella mia presentazione con il video embedded di Alain Heureux)....insomma tutti.
Per chi non fosse riuscito a partecipare, tra qualche giorno saranno disponibili sul sito di IAB Italia http://www.iab.it/ tutti gli interventi ed i video dell'evento.
Ci rivediamo tra qualche mese a Roma, dove abbiamo intenzione di fare un'edizione capitolina di Iab Forum per avvicinarci ancora di piu' alle istituzioni ed alle moltissime aziende che investono in pubblicita' e che hanno sede al Centro e al Sud.
Thxy4yrrttnt :-)