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mercoledì, giugno 18, 2008

Chris Anderson e la sua teoria del "FREE" business

My Next Book: "FREE"
So the word is out. I've sealed the deal on my next book, to be called "FREE". Here's how New York Magazine described it:
Long Tail Author Sells Next: Chris Anderson, author of much-cited paradigm-shifter The Long Tail, sells new book Free to Will Schwalbe at Hyperion. Agent is John Brockman. New title explores "the most radical price of all — zero — in the context of the economics of abundance." Times Magazine editors crack knuckles.
I actually have no idea what that last sentence means.
The book is due to be finished by mid-2008, for publication as soon after that as possible.
Here are some of the subtitles I've been kicking around:
1) FREE: The story of a radical price (zero)
2) FREE: How $0.00 changed the world
3) FREE: How companies get rich by charging nothing
4) FREE: The economics of abundance and the marketplace without money
5) FREE: The past and future of a radical price.

http://www.thelongtail.com/the_long_tail/2007/05/my_next_book_fr.html

Questo e' quanto riporta il blog di Chris Anderson relativamente al suo nuovo libro.
E' curioso che l'anno scorso Chris Anderson in un convegno, nell'ambito del quale annunciava la pubblicazione del suo nuovo libro, sottolineasse che, in coerenza con le sue tesi, il libro sarebbe stato downlodabile for free, mentre ora annuncia di aver chiuso un deal per la vendita dello stesso.
L'ho ascoltato con piacere ed attenzione ancora ieri, in occasione della conferenza privata organizzata da Google nell'ambito del World Marketing Forum, e devo dirvi la verita' la sua teoria non mi convince fino in fondo. Perche' e' solo parzialmente vero l'assioma che le aziende in futuro faranno business regalando prodotti e servizi. Dietro ad ogni gratuita', se parliamo di business, si cela una modalita' di generare "revenue" complementare o alternativa. Cambiano i modelli di business, questo fatto e' indubbio, ma che le aziende debbano generare profitti e' altrettanto un "must" inevitabile e direi un sano obiettivo, altrimenti sarebbero delle organizzazioni no profit. Semmai il problema e' come generare profitti oggi tenendo conto della responsabilita' di ognuno di noi in termini di "sostenibilita'".
Dunque in estrema sintesi, riservandomi di comprare e leggere il nuovo libro di Anderson, direi che sono contraria alle estremizzazioni dei concetti in questo momento storico di poca chiarezza, perche' se diciamo "free" o spieghiamo che free e' solo una parte del servizio ma dietro a quella parte di servizio ci sara' un'acquisto da effettuare, oppure non siamo chiari, trasparenti e coerenti. Ed in questo momento di destabilizzazione delle regole del gioco, il rischio che non si entri in profondita', analizzando e sviscerando i fenomeni, e' elevato cosi' come e' elevato il rischio che si traggano deduzioni semplicemente leggendo i grandi titoli, i grandi assiomi, fermandosi sulla superficie delle cose.
Il punto e' cosa ed in che termini percepiamo come "free". "Free" nel mondo analogico sono le ciabattine che l'hotel 5 stelle ci regala ma che poi ci fa pagare profumatamente nel costo della camera. E perche' dovrebbe esser diverso nel mondo digitale? Io ti regalo un pezzettino di servizio che tu poi mi ripagherai in altro modo. E' "free" tutto cio'? Io ti regalo la news, ti regalo un podcast, ti regalo un widget che tu mi ripagherai con la tua attenzione, con la cessione del tuo "profilo"...e' "free" tutto cio?

7 commenti:

Marco Fontebasso ha detto...

L'articolo è uscito qualche mese fa su Wired, come è successo per Long Tail che è nato con un articolo.

Il concetto non è ovviamente "il prezzo di tutto sarà ZERO" (ovvio che è impossibile) ma che nell'era digitale dobbiamo abituarci a considerare maggiormente altre forme di valore che prodotti/servizi possono avere (per ex. l'attenzione, come è il caso di Google e di molti suoi prodotti).

Non è tra l'altro un concetto molto lontano da quello di esternalità.

jackwhile ha detto...

FREE è una logica diversa di fare profitti, magari più nascosta ma basata su un valore effettivo e magari a posteriori dell'utilizzo e del prodotto.

Alex Billico ha detto...

Ciao oggi anch io come te ero nella conferenza stampa a Milano di Codice Internet, colgo l'occasione visto che stavo navigando per approfondire le conoscenze del Social Network,per dare una mia opinione su tutto quello che dice Chris Anderson .

Oggi il Business e il Marketing sta cambiando notevolmente, e sono molto d'accordo con il fatto che moltissime aziende regaleranno una parte del servizio per venderlo in un secondo tempo, e ti dirò di più moltissime aziende fanno anche il soddisfatti o rimborsati al 200%, non c'è nulla da dire in America da questo punto di vista sono troppo avanti.

Puntualmente mi trovo a parlare con le aziende, poichè svolgo anche consulenze di marketing online, e quando gli si spiega come aumentare il proprio business e avere una forza di potenziali clienti regalando qualsiasi cosa , loro non ci credono, per loro il business e il marketing si è fermato a 20 anni fa.

Oggi siamo nell'era dell'informazione ed è questa l'onda da cavalcare, non c'è un attimo da aspettare, altrimenti si rimane a piedi.

Credo che la maggiore garanzia per un cliente, sia acquistare da un azienda disposta a mettere in gioco la sua professionalità, cosi facendo la gente lavorerebbe molto meglio e a fronte di questo,la qualità pagherebbe i più professionali. Per stare in Internet non basta avere un blog o un sito internet, bisogna sapersi differenziare, questo è il segreto.

Con Stima .

Buon Business

Alex Billico.

Paolo ha detto...

Anderson prevede (come gia' accade con Flickr) che solo una piccola parte di utenti pro di un servizio permettino che lo stesso servizio sia gratuito ai piu'.
Fa l'esempio anche dei Videogiochi, che potendo essere distribuiti a costo zero, possono essere utilizzati gratuitamente avendone i costi coperti da coloro che acquistano un personaggio del gioco stesso diverso da quello di default. Sono solo esempi che possono far capire il concetto espresso da Anderson.

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

imparato molto