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venerdì, maggio 26, 2006

IAB Seminar dedicato alla Creativita' Interattiva

I'm back...after some days where I was out of...

Volevo segnalarvi che il 31 maggio p.v. abbiamo organizzato il seminario IAB Italia dedicato alla creativita' online.
su www.iab.it tutti i dettagli

Inoltre vi segnalo questo blog, del mio collega Dan Calladine di Isobar International, con tanti esempi di creativita' digital...really very amazing...

http://digital-examples.blogspot.com/

Looking forward to see you soon

Best
Layla

mercoledì, maggio 03, 2006

FLUID LIVES

Yahoo! e Isobar presentano i risultati di “Fluid Lives”, il più grande progetto di ricerca mondiale sull’impatto dei progressi della tecnologia wireless sui consumatori.

L’iniziativa di ricerca ha previsto uno studio etnografico su nuclei familiari di cinque città del mondo: Parigi, Londra, Shanghai, Colonia e Chicago, e una ricerca quantitativa basata su panel online fra gli utenti di internet a banda larga. Nella ricerca di tipo etnografico a ciascun componente dei nuclei familiari sono stati dati due computer portatili, con accesso a internet Wi-Fi , un telefono 3G, PDA, Blackberry e console PSA. I ricercatori hanno osservato i comportamenti quotidiani e le abitudini di utilizzo delle nuove tecnologie prima e dopo l’introduzione dei nuovi devices. Lo studio è stato condotto fra l’ottobre del 2005 e il febbraio del 2006.

Alcuni dei risultati emersi dallo studio comportano implicazioni significative per le brand e gli uomini di marketing:

· Quando passano alla tecnologia wireless, i consumatori si sentono investiti da nuove opportunità. Questa tecnologia permette loro di “immergersi” in internet a loro piacimento e di “integrarsi” con altri mezzi di comunicazione.
In un terzo delle case con banda larga inserite nello studio si faceva già uso di dispositivi WiFi come computer portatili e telefoni cellulari. Quando le famiglie passano alla tecnologia WiFi e ai portatili, hanno la possibilità di “immergersi” totalmente in internet o fare delle veloci consultazioni a proprio piacimento. Questa nuova libertà online consente un maggiore multi-tasking e ha dato vita a una sorta di “integrazione”, in base alla quale internet viene usato per potenziare altri mezzi di comunicazione. Ciò vale in modo particolare per la televisione: il 51% degli utenti della banda larga che possiedono computer portatili WiFi affermano infatti di passare molto tempo online mentre guardano la televisione.

· Gli utenti di tecnologie WiFi sviluppano un forte attaccamento emotivo nei confronti dei propri dispositivi.
Gli utenti di computer portatili WiFi che hanno preso parte allo studio davano un nome al proprio pc, parlavano dei propri telefoni cellulari in modo possessivo e risultano aver sviluppato forti rapporti emotivi nei confronti dei dispositivi wireless, diversi da quelli instaurati con altri mezzi di informazione come la TV. Il 61% di coloro per i quali il computer portatile WiFi rappresenta il principale strumento di accesso a internet concorda nel dire che il proprio “computer domestico è un alleato e un grande amico”.
“Il portatile rappresenta un oggetto carico di emotività perché dà libertà”, ha affermato uno degli intervistati di sesso maschile di Colonia, Germania.

· La tecnologia wireless agisce da catalizzatore per lo shopping online.
Il 47% di coloro che fanno principalmente uso di portatili WiFi afferma di comprare più spesso su internet per il fatto di possedere un portatile e un accesso wireless a casa.
La possibilità di accedere a internet da qualunque stanza della casa crea maggiori opportunità per gli acquisti d’impulso e consente di navigare su internet in un ambiente più rilassato. Ciò apre nuove possibilità per gli operatori di marketing di coinvolgere le persone online, rendendo l’integrazione fra i mezzi di comunicazione online e offline di importanza ancora più cruciale.

· L’uso dei telefoni cellulari di tipo avanzato stenta ancora a diffondersi in modo esteso, ma il Mobile Instant Messenger si sta rivelando un’opzione popolare in tutto il mondo.
Alcuni dei partecipanti allo studio etnografico erano delusi e frustrati a causa di problemi legati alla scarsa chiarezza di interfacce e impostazioni telefoniche. Ciononostante, i servizi che forniscono un’integrazione senza soluzione di continuità fra internet e i dispositivi telefonici (come la musica e Mobile Instant Messenger) si sono rivelati popolari fra tutti coloro che li hanno provati. Il 45% degli utenti della banda larga giocano a videogame sul telefonino; il 32% fa uso dell’IM (Instant Messaging).

· Gli operatori di marketing online devono sviluppare campagne pubblicitarie pertinenti e creative per soddisfare le aspettative dei consumatori.
I consumatori di banda larga vogliono e si aspettano che la pubblicità online divenga più creativa e più pertinente al contesto in cui appare. Metà degli utenti della banda larga ha indicato, fra i due metodi principali per migliorare la pubblicità su internet, quello di “renderla più piacevole e divertente”. Tuttavia, innalzare il livello di creatività non significa rendere gli annunci pubblicitari più simili a quelli televisivi. Solo il 14% degli utenti della banda larga ha suggerito che gli operatori di marketing debbano “rendere gli annunci pubblicitari più simili alla pubblicità televisiva o a brevi video”.


Nigel Morris, CEO Isobar: "Fluid Lives ci dà un quadro realmente approfondito di come la convergenza fra la telefonia mobile e la banda larga stia trasformando il modo di vivere delle persone e il loro utilizzo dei mezzi di comunicazione. Ciò conferma che in tutto il mondo le convenzioni d’uso e di consumo dei mezzi di comunicazione che sono andate perdendo terreno saranno messe da parte.”

Walter Hartsarich, Presidente e CEO Aegis Media Italia: “Questo progetto ci ha fornito uno spaccato molto interessante di quanto i consumatori siano attivi, di come integrino la loro vita reale con quella mediatica, del livello di controllo che stanno assumendo e delle loro modalità di espressione. La comprensione di questi processi è vitale per i marchi che vogliono tenersi al passo con i propri consumatori. Nell’arco dei prossimi anni e’ molto probabile che ci saranno grandi vincitori e grandi vinti; vincerà chi si dimostrerà più aperto al cambiamento e disporrà delle maggiori conoscenze."

Layla Pavone, Managing Director ISOBAR Italia: “Lo studio ha evidenziato le modalità con cui internet influisce sui rapporti sociali. Se da un lato la gente passa più tempo “davanti a uno schermo” con i dispositivi wireless, la tecnologia può in realtà migliorare l’attività e i rapporti sociali. Circa il 74% degli intervistati concorda nel dire che internet li fa sentire più vicini ad amici e familiari. Un intervistato su quattro in tutto il mondo dichiara di essere più attivo a livello politico o nella propria comunità grazie a internet; oltre la metà si dedica di più ai propri interessi personali e ad attività svolte in seno a organizzazioni. La ricerca ha mostrato inoltre un affievolimento della distinzione fra l’uso di internet a casa e sul lavoro. Gli intervistati hanno dichiarato che il 20% del tempo trascorso su internet a casa è per scopi lavorativi, mentre il 26% del tempo trascorso su internet al lavoro è per scopi personali.
Lo studio ha inoltre evidenziato come internet stia diventando un elemento del quale non si può fare a meno nella vita di tutti i giorni, alla stregua di servizi come l’acqua corrente o l’elettricità. Circa il 63% degli intervistati crede che si sentirebbe perso senza la propria connessione domestica a internet, anche per una sola giornata. Se si trovasse su un’isola deserta e fosse costretto a scegliere, il 64% degli utenti della banda larga sceglierebbe un computer con accesso a internet invece del televisore, della radio o della stampante. Gli investitori pubblicitari dovranno inevitabilmente “fare i conti” con questa svolta epocale nel rapporto tra i consumatori e i media”.

Mark Chippendale, Vice President Sales Yahoo! Europe: “I risultati dimostrano quanto internet sia divenuto un elemento imprescindibile, senza il quale la gente avrebbe enormi difficoltà a mandare avanti la propria vita quotidiana. Gli utenti d’oggi hanno gusti sofisticati e sono sempre più attratti da campagne in grado di rispondere alle loro esigenze in un determinato momento”.

Massimo Martini, General Manager Yahoo! Italia: “Questo studio sottolinea in maniera inequivocabile che, per avere successo su Internet che è rapidamente diventato un mezzo pubblicitario di valore inestimabile, è essenziale che i pubblicitari siano pronti ad abbattere le barriere e offrire campagne pubblicitarie creative, coinvolgenti, pertinenti e integrate nel quadro più ampio delle loro attività”.

Per saperne di più sulla ricerca, visitate il sito www.fluid-lives.com/press, dove potrete accedere a una versione scaricabile del libro bianco Fluid Lives.
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Nota sulla ricerca:
Lo studio Fluid Lives è nato da una collaborazione fra Isobar e Yahoo!. La ricerca di tipo etnografico è stata condotta da Fire Fish sia su nuclei familiari sia su coppie di professionisti senza figli in cinque paesi; essa è stata integrata da uno studio quantitativo online condotto da IPSOS su 1.680 utenti di banda larga in Regno Unito, Francia, Germania, Stati Uniti e Cina.

domenica, aprile 30, 2006

SES and the City

Parafrasando la famosa serie prodotta dalla HBO e mettendomi nei panni di Carrie...scusate, ma la metafora era troppo divertente per non farla ;-)...sono oggi a scrivere una piccola recensione sul SES che si e' svolto a Milano qualche giorno fa.
Intanto vorrei fare i complimenti a Mauro Lupi (il mio Vice Presidente IAB Italia) che ne ha curato i contenuti...posso dire? Non e' facile riempire due giornate parlando solo e solamente di SES...ops! di Strategie sui Motori di Ricerca senza rischiare di dire delle grandi ovvieta' o comunque cose che buona parte dei nostri "marketer" oramai conoscono. Ad onor del vero ne ho seguito solo un paio di seminari, ma credo che per un target generico come quello costitutito da aziende, una due giorni cosi' organizzata (guardando anche l'agenda) possa essere stata interessante.
Il SES si e' rilevato dal mio punto di vista un buon evento, oltre le previsioni ed aspettative almeno visto il numero di ospiti paganti che hanno partecipato ai seminari.
Una critica che pero' non posso esimermi dal fare a Jupiter ovvero all'organizzazione: l'area espositiva era troppo angusta...veramente troppo...soprattutto per il fatto che quasi tutte le aziende sponsor erano fra loro competitor e quindi anche la gestione delle relazioni con i clienti ed i prospect non credo sia stata facile. Troppo attaccati l'uno all'altro, poco spazio per il passaggio...

domenica, aprile 09, 2006

La vera verita'...ma quale bufera?

Vi riporto la versione integrale dell'articolo uscito su Pubblicita' Italia venerdi' scorso, nel quale si alimenta una polemica che fino a l'altro ieri non esisteva. Il Comunicato Stampa aveva l'obiettivo di ribadire il commitment da parte di Assomunicazione nei confronti di Audiweb e l'importanza di avere una fonte unica ed ufficiale di rilevazione per due motivi fondamentali: l'omogeneita' ed il rigore dei dati, la possibilita' di fornire al mercato degli investitori pubblicitari -asap- un tool per la pianificazione, l'ottimizzazione degli investimenti nelle ricerche e nei dati necessari per poter far crescere questo media e di conseguenza il business. Il comunicato voleva anche dare un segnale chiaro e positivo a tutti gli editori -soprattutto i medi e piccoli- che ancora non sono parte di Fedoweb, incentivandoli ad entrare a far parte di Audiweb investendo anche loro nella ricerca per poter accedere piu' facilmente ai budget di comunicazione, essendo cosi' rilevabili dall'unica fonte ufficiale in Italia riconosciuta da tutti gli attori di questo mercato. Certo la ricerca e' costosa, come tutte le ricerche importanti -ma non piu' di altre ricerche Audi, anzi forse e' la meno cara- ed e' comprensibile la titubanza di alcuni editori nel momento in cui questa non fosse l'unica fonte di riferimento per chi deve fare investimenti pubblicitari online. E' infatti per questo che Assocomunicazione ha deciso di fare sentire, a tutto il mondo dell'offerta pubblicitaria su Internet, il proprio coinvolgimento: per cercare di fare convergere in una direzione comune tutti gli attori dell'offerta pubblicitaria e per avvertirli del fatto che Audiweb e' una fonte strategica e indispensabile per poter sperare di accedere ai budget pubblicitari.
Nessuna polemica, anzi la volonta' e l'impegno ad "esserci" al cento per cento. Tutti insieme.
Ho fatto giornalismo per cinque anni e so quanto sia importante poter fare uno "scoop" ma credo sempre che l'etica e la capacita' di interpretare in maniera neutrale gli accadimenti per dare una corretta informazione siano alla base di questo mestiere soprattutto quando c'e' di mezzo la dignita' dell'uomo o come in questo caso il business di una "nascente industry" che non ha proprio bisogno di detrattori bensi' di sostenitori.

E allora cari giornalisti per cortesia non sparate sulla Croce Rossa...

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Audiweb, polemica fra centri media ed editori
Ennesima bufera sulla società che rileva l’audience di internet. A meno di due mesi dalla scadenza del contratto di fornitura dei dati con Nielsen//NetRatings, cui dovrebbe subentrare dall’1 giugno Tns Infratest, AssoComunicazione esprime preoccupazione per “non sapere ancora quale prodotto verrà fornito al mercato”. Lo scrive Ernesto Pala (nella foto), presidente della consulta media, che invita gli editori "a mettere da parte i dubbi e di far partire immediatamente la nuova indagine".
[07/04/2006 - 09.30] Pala sottolinea la necessità di avere “metodologie ed elaborazioni concordate e condivise” come già avviene con tutte le altre ‘Audi’. Secondo quanto risulta a Pubblicità Italia, il rischio di restare senza ricerca nascerebbe, all'interno di Audiweb, dalla resistenza di grossi editori web (Google, Msn) a sottoscrivere il contratto con Tns Infratest. Fidelio Perchinelli, direttore generale di AssoComunicazione e presidente Audiweb, rafforza le dichiarazioni ufficiali di Pala: “Dicono che la ricerca di tns Infratest è troppo costosa, ma non è vero. Anche per i grossi editori web il costo non supererebbe i 40-50.000 euro annui a testa, e per i piccoli i 3-4.000 euro. Se non si è disposti a pagare la ricerca, si rischia di essere privati di uno strumento fondamentale, che tutti i mezzi hanno da anni, dalla tv alla radio alla stampa. Dentro Audiweb spetta ai grossi editori fare massa critica per far sì che la maggioranza sia favorevole a sottoscrivere il contratto”. La società che rileva le audience internet è infatti composta al 25% da Assap Servizi (AssoComunicazione), al 25% da Upa e al 50% da Fedoweb e AssoInteractive, le associazioni che raggruppano editori web e concessionarie online. Ed è in seno a fedoweb che sarebbero appunto le resistenze. “Le indagini ‘Audi’ – si legge nel comunicato di AssoComunicazione firmato da Ernesto Pala – utilizzano metodologie ed elaborazioni concordate e condivise ed inoltre esse costituiscono una reale ottimizzazione delle risorse che permettono l’accesso al maggior numero possibile di operatori. I centri media hanno usato e continueranno ad usare le indagini ‘Aud’ ed Audiweb perchè, pur ricercando un continuo miglioramento delle ricerche, esse sono state studiate per rispondere al meglio alle esigenze degli operatori, utilizzano modalità omogenee alle altre indagini, hanno la garanzia ed il rigore dei controlli in ogni fase della rilevazione e produzione e vengono aggiornate al modificarsi delle situazioni di base. L’auspicio è che Audiweb, le concessionarie, gli editori e tutti gli operatori che ne fanno parte sappiano rispondere prontamente e positivamente alle richieste del mercato perchè le Centrali Media e AssoComunicazione continuino a servirsi prioritariamente di informazioni che soddisfino al meglio i loro criteri di rigore e qualità che fino ad ora hanno ritrovato nelle indagini ‘Audi’”. All’inizio dell’estate 2005, Audiweb decise di fare una gara fra istituti di ricerca per assegnare l’incarico di realizzare la rilevazione, fino a quel momento affidata a Nielsen//Netratings, il cui contratto triennale sarebbe scaduto il 31 maggio 2006. A settembre, l’esito della gara: l’incarico fu affidato a Tns Infratest per tre anni dal giugno 2006. Questa volta la ricerca sarà di proprietà Audiweb.

Nuovo Consiglio Direttivo IAB Italia

Venerdi' 7 aprile si e' svolta l'Assemblea Generale di IAB Italia nell'ambito della quale si e' tenuta l'elezione del nuovo Consiglio Direttivo IAB per il biennio 2006-2007.
Vorrei ringraziare pubblicamente il Consiglio Direttivo uscente per il grande supporto che ha dato all'Associazione e nel contempo vorrei dare il benvenuto ai nuovi Consiglieri augurando loro buon lavoro. Questo biennio costituira' il punto di svolta e consacrera' il successo del media piu' "bello" del mondo: Internet

I nomi dei membri del nuovo Consiglio Direttivo di IAB Italia eletti dall'Assemblea sono (in ordine di preferenze):

Layla Pavone, Isobar
Francesco Barbarani, Overture
Massimo Colombo, Manzoni
Mauro Lupi, Ad Maiora
Luca Paglicci, IlSole24Ore
Marco Caradonna, Fullsix
Roberto Barberis, Dada
Giancarlo Vergori, Virgilio
Simona Zanette, Zenith Optimedia
Piero Muscarà, Nexta Media
Cristina Pianura, Studenti Media Group

martedì, marzo 21, 2006

Leggete, leggete!

Tra i giovani il Web raggiunge i giornali
Stesso numero di ore di lettura alla settimana per gli articoli su carta e per quelli online.

Questa notizia e' apparsa oggi su Corriere.it...e non su Corriere carta...io penso che sarebbe importante invece dare maggiore enfasi a queste notizie informando soprattutto coloro i quali restano ancora all'oscuro dei nuovi media-habits dei consumatori e dell'utilizzo di Internet come medium primario, soprattutto da parte del target 14-24 anni che, tra l'altro non sono cosi' "grigi" come spesso demagogicamente li si vuole dipingere.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/03_Marzo/20/giovaniweb.shtml

lunedì, marzo 20, 2006

Nielsen Media Research: + 51,3% gli investimenti online

Nielsen Media Research: a gennaio +2,1% per gli investimenti su tutti i media in rilevazione

Raddoppia la spesa su Internet che raggiunge i 9,9 milioni (+51,3%).

Nel mese di gennaio 2006, considerando anche il mezzo Internet, gli investimenti pubblicitari hanno raggiunto i 601,4 milioni con una crescita del 2,1% sul gennaio 2005. L'andamento è negativo per 8 settori merceologici, mentre è positivo o stabile per tutti gli altri 17.
Si segnala in particolare il +12,3% degli Alimentari, il +17,2% della Finanza/Assicurazioni e il +30,9% della Cura Persona.
La Televisione, che era cresciuta del +2,7% su base annua, conferma a gennaio 2006 il trend con un +2,2%. Analizzando, sempre a livello mensile, i cinque settori più importanti si evidenza: una crescita degli Alimentari che, dopo un lungo periodo di crisi, aumentano lo spending del +14,0%, una sostanziale stabilità dell'Auto e una crescita per le Telecomunicazioni (+1,9%) e i Farmaceutici/Sanitari (+4,5%). Per contro è forte in questo inizio d'anno la frenata per il Media/Editoria (-21,9%).
La Stampa, che si era attestata sul +3,5% nel 2005, segna il +1,2% nel confronto mensile a gennaio. La raccolta dei Quotidiani è a -3,7%, con la Commerciale Nazionale a -6,3%, la Locale +2,3% e la Rubricata e Di Servizio a -4,3%. I Periodici crescono invece del +12,6%. Il settore più importante, l'Abbigliamento, aumenta la spesa del +11,8%. Positivi anche gli andamenti della Cura Persona (+27,7%) e dell'Abitazione (+27,1%), mentre è in rallentamento il settore Auto (-9,7%).
La Radio nel mese cresce del +15,5% grazie anche ad una forte pressione delle Tlc (+61,0%), della Finanza/Assicurazioni (+26,6%) e del Media/Editoria (+19,1%). •
Negativo gennaio per le Affissioni che perdono il -7,3%.
Cresce in maniera decisiva la spesa su Internet che raggiunge i 9,9 milioni contro i 6,5 milioni del gennaio dell'anno scorso (+51,3%).
Il valore del Cinema, rende poi noto Nielsen, a gennaio 2006 è incompleto per cui non è possibile fare confronti in termini di crescita. Sarà aggiornato con il prossimo mese di febbraio.

DTT o IPTV?

Leggo stamattina su Corriere Economia un articolo, molto interessante ed in una buona parte condivisibile, dal titolo "Tivu' interattiva, solo una visione"...la forza degli operatori dominanti sta imponendo il digitale terrestre ma dovra' fare i conti con la forza di Internet che dal basso sta proponendo la IPTV...

domenica, marzo 19, 2006

Questa settimana sara' piu' adrenalinica del solito!

Prendetelo come un teaser.
Questa settimana verranno divulgati da NMR i dati relativi agli investimenti pubblicitari sui vari mezzi del mese Gennaio 2006 ed il confronto con il 2005...nel frattempo FCP (Federazione Concessionarie Pubblicita') ha gia' dato un'anticipazione rilevando una crescita del fatturato dei quotidiani e periodici (parlo di stampa naturalmente) pari allo 1,2%...

sabato, marzo 18, 2006

Thinking about effective email marketing

Vi segnalo che all'indirizzo
www.forrester.com/intelligencetranslated/b2c
trovate un ampio ed esaustivo abstract dell'ultima ricerca e relativi forecast sull'efficacia dell'email marketing condotta su un campione di circa 200 top manager europei...e' necessario registrarsi ma ne vale la pena, ci sono dati molto interessanti.

...Online consumers are growing more sophisticated by the day, driven partly by growing broadband adoption. Consumers now actively manage their emails by using multiple addresses, opting in (or out) of messaging, and taking more anti-spam measures. B2C marketers will respond to these consumers by pushing more advanced content, focusing on quality over quantity, and increasingly turning to marketing services firms for campaign execution...

venerdì, marzo 17, 2006

Everybody Wants To Rule The World

Welcome to your life
There's no turning back
Even while sleep
We will find you
Acting on your best behaviour
Turn your back on mother nature
Everybody wants to rule the world
It's my own design
It's my own remorse
Help me to decide
Help make the most
Of freedom and of pleasure
Nothing ever lasts forever
Everybody wants to rule the world
There's a room where the light won't find you
Holding hands while the walls come tumbling down
When they do I'll be right behind you
So glad we've almost made it
So sad they had fade it
Everybody wants to rule the world
I can't stand this indecision
Married with a lack of vision
Everybody wants to rule the world
Say that you'll never never never need it
One headline why believe it ?
Everybody wants to rule the world
All for freedom and for pleasure
Nothing ever lasts forever
Everybody wants to rule the world

Powered by Tears For Fears

giovedì, marzo 09, 2006

Fame. Fun. Fortune. What order do you want them in?

http://www.fasttwitchmedia.com/ftm-ugas-1.html#

Questa e' un'iniziativa molto interessante direttamente dalla SFBay.

mercoledì, marzo 08, 2006

Quanto vale il mercato dell'Adv online in Europa?

4, 023 miliardi di Euro. A tanto ammontano gli investimenti in pubblicita' online in Europa (sono stati rilevati 15 Paesi).
Danimarca, Francia e UK hanno ormai superato la soglia del 5% di market share sul totale degli investimenti pubblicitari.
La "torta" e' cosi' composta:
UK: 35,9%
Francia: 27,3%
Germania: 22%
Spagna: 3,7%
Italia: 3,4%
Olanda: 2,2%
Danimarca: 1,5%
Belgio: 1,1%
Altri: 2,7%
La fonte e' naturalmente IAB Europe.

E' consentito a tutti pensarla come me :-)

Siamo la vera potenza che fa girare il mondo.
Peccato che a comandarlo siano gli uomini :-)

domenica, marzo 05, 2006

La nostra catena del valore aziendale e' piu' debole che all'estero?

Quando mi confronto con i miei colleghi d'oltralpe, parlando di "business" si arriva talvolta all'argomento termini di pagamento delle aziende ed io in quanto italiana... provo imbarazzo. Le condizioni di pagamento da noi ...a 90-120 giorni (quando va bene e senza tenere conto del problema dei ritardi nei pagamenti: 7.2 % delle aziende italiane paga con un ritardo di 60 o più giorni rispetto alle scadenze concordate e naturalmente anche qui abbiamo il primato di pecore nere rispetto agli altri Paesi europei) sono all'estero inaccettabili e suscettibili in rarissimi casi di eccezioni, mentre da noi sono oramai la norma. Questo e' un problema da non sottovalutare a mio avviso perche' influisce sullo stato di salute di un'azienda, in quanto erode i margini di profitto e incide negativamente sulle nostre infrastrutture economiche prevalentemente costituite dalle piccole e medie imprese. Pensate che nei settori più esposti per liquidità, un ritardo di pagamento di 60 giorni può decurtare più del 15 per cento i margini della transazione (fonte Dun & Bradstreet).

Inoltre, pensando al nostro settore, dove il capitale umano e' la principale risorsa per lo sviluppo della produttivita' e soprattutto dell'innovazione, dove gran parte delle imprese non arriva ai 15 addetti e dove il nostro regime fiscale e' sfavorevole rispetto al resto dei Paesi europei -giusto per darvi un esempio i contributi sociali nel settore dei servizi facendo riferimento al costo del lavoro pesano da noi per il 32,5% circa contro una media europea del 22% (fonte Istat)- e la propensione a creare nuova occupazione è pari a -2% (fonte Manpower dicembre 2005), e' evidente che il dinamismo, che fa parte di un sistema economico competitivo, rallenta, perche' rallenta la produttivita', diminuiscono gli investimenti in risorse umane e quindi in idee e creativita' e la catena del valore aziendale, nella quale la leva del marketing e delle vendite ha un ruolo determinante, ne risulta fortemente penalizzata.


btw...il mio post si "linka" in qualche modo all'ultimo di Mauro
http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2006/03/le_vostre_idee_.html

sabato, marzo 04, 2006

It's all about Cookies

Lo sapevate che IAB Europe ha creato un sito tutto dedicato ai cookie ed al suo utilizzo?

Si parla molto, spesso a sproposito, dei biscottini...strumento utile per il riconoscimento, la fidelizzazione degli utenti ad un servizio online e l'erogazione di contenuti personalizzati.
La stampa generalista li demonizza e la bassa conoscenza delle loro utilita' li rende uno strumento temibile.
Siccome io credo invece che si debba fare informazione su queste technicalities strategiche per un miglior utilizzo di Internet e delle sue peculiari applicazioni vi segnalo un sito molto utile e......dolce :-) che IAB Europe -la piu' importante associazione superpartes dedicata alla promozione della comunicazione interattiva online- mette a disposizione di tutti coloro abbiano voglia di approfondire le loro conoscenze in materia.

http://www.allaboutcookies.org/

lunedì, febbraio 27, 2006

Quanti sono i Blog in Italia?

Secondo l'ultima Eurisko New Media il 2% degli utenti internet possiede/gestisce un blog personale cio' significa che in italia ci sono circa 350.000 blog (nella ricerca precedente e cioe' la release pubblicata 6 mesi fa erano la meta'). Ma probabilmente sono gia' ora molti di piu', vista la velocita' della curva di adozione e visto che la New Media (9° edizione) si basa su interviste CAPI fatte un paio di mesi fa. Ad ogni modo, non male per un fenomeno che fino ad un anno fa era ai piu' sconosciuto....questa e' la dimostrazione lampante che il concetto di partecipazione ed engagement e' nel DNA di Internet e di tutti i media interattivi a venire e che i navigatori italiani non sono poi cosi' retrogradi rispetto agli altri Paesi.

domenica, febbraio 26, 2006

Tecnocultura: gli italiani sono retrogradi ?

Stimo moltissimo Giancarlo Livraghi...un vero antesignano della comunicazione off e online...un punto di riferimento ancora oggi che non "esercita" piu' direttamente ma che e' sempre in prima linea con il suo sito...a proposito devo inserirlo nei miei preferiti...sono d'accordo con lui quando dice che gli italiani sono affini alle nuove tecnologie e non affatto retrogradi...Basta vedere i risultati dell'ultima Eurisko New Media o di tutte le ricerche dedicate al time budget dei consumatori italiani. Bene, tutto cio' pero' ancora non corrisponde ad una crescita del business della comunicazione d'impresa e della pubblicita' online. Il punto e' che i media-habits degli italiani sono radicalmente cambiati cosi' come e' successo nel resto della societa' occidentale ma chi si occupa di fare investimenti pubblicitari in azienda sembra non lo abbia recepito. Ma non e' totalmente colpa dei manager in azienda, io credo che gran parte delle responsabilita' oggi siano da attribuire alle agenzie creative che continuano a proporre modelli e strategie di comunicazione retrograde poiche' prevalentemente dirette all'utilizzo dei mezzi classici, televisione in primis. Eppure le ricerche e molti grandi player della comunicazione globale stanno lanciando messaggi molto forti del tipo "bisogna andare oltre la televisione..."..."lo scenario multimediale e' cambiato!". E invece continuiamo a vedere che gli investimenti in televisione e piu' in generale sui media classici mantengono comunque una quota elevatissima nella torta degli investimenti pubblicitari in Italia...vediamo aziende che fanno spot televisivi avendo prodotti diretti a target poco affini alla tv, con una dispersione degli investimenti imbarazzante e con ritorni che mi piacerebbe proprio poter misurare o perlomeno conoscere...e credetemi invece nei centri media oramai comincia a tirare un'aria diversa, nel mio gruppo di sicuro ma so anche di altre aziende che stanno spingendo nella direzione di un media-mix dove la televisione non sia "by default" centrale. Perche' le grandi agenzie creative stanno investendo cosi' poco nell'allocare risorse e talenti nei dipartimenti dedicati ai media digitali interattivi (se e quando esistono...)?
Io non dico che non si debba fare "tout court" piu' televisione, sarebbe ovviamente sbagliato, ma -per cortesia- andiamo a vedere dove si trovano i massimi indici di concentrazione di ampie fasce di target "affluent"...quelli che spendono per intenderci...che sono altoconsumanti... e facciamo le debite ripartizioni dei budget. Andiamo a vedere il tempo dedicato ad Internet ad esempio rispetto agli altri media e scopriremo che gli italiani sono molto tecnologici (come afferma Livraghi). Chi ci guadagnera' anzitutto saranno sicuramente le aziende.
Ma siccome cerco sempre di mettermi in discussione vorrei lanciare un dibattito: cosa dovremmo fare, secondo voi, per convincere le aziende a "switchare" una parte piu' consistente dei loro budget in favore di Internet?

Quam minima credula tempore...

...un mio amico molto colto mi disse un giorno...in effetti, siamo in momento storico dal punto di vista sociologico, oserei dire dell'evoluzione antropologica, pieno di interrogativi. Io penso ogni tanto che il nostro mondo sia ad un bivio: abbiamo raggiunto grandi risultati nella ricerca che ci potrebbero portare verso un futuro migliore, per esempio nelle nanotecnologie, eppure tutto fa presupporre che si stia per tornare indietro, anziche' avanzare, verso un nuovo medioevo globale. Siamo alle soglie di una guerra di religione che potrebbe prendere corpo non tanto per ragioni economiche ma piuttosto per la stupidita' di qualche "riformista" che sfrutta irresponsabilmente il potere mediatico pro domo suo senza pensare alle conseguenze devastanti che potrebbe ingenerare. Ma e' davvero possibile secondo voi che la storia non insegni niente?
Voglio dire, non e' che le nanotecnologie si chiamano cosi' perche' poi possano essere "manipolate" da un sistema di potere fatto in buona parte da nani e ballerine!!! Ma siccome "quam minima credula tempore" e tutti sappiamo bene quanto conti il potere della "brand" allora faccio una proposta: cambiamo subito "brand" e chiamiamole Titanitecnologie cosicche' nani e ballerine non si possano sentire difatto titolari del copyright :-)

martedì, febbraio 21, 2006

..e sei poi considerassimo

...gli investimenti online in pubblicita' classified (RPQ, Immobiliare etc...) dovremmo aggiungere secondo le mie stime altri 120 milioni di euro...dunque arriveremmo a 320 milioni di euro di advertising online...