bling bling blog

Bling Bling Blog

domenica, dicembre 17, 2006

Giornalisti qua, giornalisti la'

Mentre i giornalisti italiani si occupano di scioperare, togliendo la loro firma agli articoli, a causa dell'inasprimento del conflitto sindacale legato ai rinnovi contrattuali oltre che per protestare contro le trattenute sulla tredicesima decise dalla FIEG per gli scioperi fatti durante l'anno http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_2054577763.html
Il Time dedica la copertina di uomo dell'anno all popolo della rete. In copertina, nessun volto famoso, come nelle passate edizioni, ma uno specchio: "Perché riflette letteralmente l'idea che voi, non noi state trasformando l'era dell'informazione", afferma in un comunicato il redattore capo Richard Stengel.
http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1569514,00.html

giovedì, dicembre 07, 2006

IAB EUROPE SUPPORTS THE COUNTRY OF ORIGIN PRINCIPLE IN EUROPE

IAB EUROPE signs Cross-Industry Declaration


IAB Europe CALLS ON MEPS TO STOP MEMBER STATES INTERFERING IN FREE CIRCULATION OF INTERNET AND MOBILE CONTENT
INDUSTRY DECLARATION PUBLISHED IN ADVANCE OF FIRST READING VOTE ON AMS/TVWF, 11-14 DECEMBER
Safeguarding the principles of mutual recognition and country of origin is the most effective way of ensuring that consumers are provided with the widest choice of innovative media services by thriving European media, information, technology and entertainment industries
IAB Europe joins Europe’s media and internet industry in calling on MEPs to reject proposed amendments to the draft audiovisual media services directive that would give individual Member States a possible derogation to the country of origin principle laid down by the Commission’s original text. MEPs cast their First Reading vote on AMS in the December Plenary (11-14/12).
The IAB EU joins nearly 60 signatories from the media and Internet world in presenting a Declaration to MEPs this week where the key message is to "call on Members of the European Parliament to ensure that one Member State cannot raise objections to programmes and on-demand internet based services or the advertising which supports these services from another Member State on the very broad grounds of "general public interest". IAB Europe fears that this derogation gives Member States carte blanche to summon up "general interest" as an excuse to block any content from other countries. Areas in danger include advertising and marketing to children where some Member States impose national bans on their operators. IAB fears that giving Member States a right to interfere would completely undermine the integrity of the directive.
Country of Origin, argues the media and internet industry, provides the level of legal certainty necessary to encourage companies to exploit opportunities afforded by the internal market.
New on-demand services on the internet and via mobile need legal certainty. It is not acceptable for providers never to know until the day they launch a service which laws they will be subject to. Without this principle of mutual recognition based on home country control, media service providers will be subject to content control from outside their own jurisdiction.
IAB Europe maintains that such derogation would be completely at odds with the notion of an internal market and must be rejected to safeguard the future viability of Europe’s media services.
www.iabeurope.ws

domenica, novembre 26, 2006

Google e Internet caccia alle streghe

Siamo nell'arco di 48 ore ripiombati nel Medio Evo. Si Signori, siamo di nuovo nel Medio Evo dell'informazione ed e' partita la caccia alle streghe.
La classe politica, il quinto potere, il sistema giudiziario italiano stanno dimostrando la loro totale inadeguatezza nell'occuparsi di una problema come quello dell'informazione via internet.
E la dimostrazione di questa incapacita' totale di gestire la situazione si e' palesata proprio con la vicenda del video della violenza sul ragazzo handicappato, dove anziche' analizzare il problema nella sua evidenza dal punto di vista sociologico e psicologico-ovvero perche' quattro adolescenti decidono di picchiare un loro compagno piu' debole e indifeso riprendendo la scena con cellulare e poi renderla pubblica? - ci si sta focalizzando su un altro versante che e' di tutt'altra natura.
Insomma, non so se mi spiego ma siamo davvero la paradosso: si e' perso di vista l'obiettivo, si da' la colpa a Google, ad Internet che hanno fatto la stessa funzione che avrebbe potuto avere un qualunque altro veicolo -che so una chiavetta USB recapitata alla sede dell'Ansa attraverso un corriere- anziche' andare una volta per tutte a fondo del problem della generazione dei teen-agers sempre piu' in balia di una societa' che di tutto si occupa fuorche' di loro.
L'establishment si e' rivelato in tutta la sua incapacita' di rapportarsi con la vita reale. E per dare l'impressione di sapersene occupare ha deciso di emettere una condanna nei confronti di Internet senza nemmeno conoscerne le funzionalita'.
Come dire, si sta colpevolizzando il vettore (il corriere, se si fosse trattato della chiavetta Ubs inviata alle sede dell'Ansa) anziche' domandarsi ed andare a fondo del perche' si sia verificato un atto come quello della scuola di Torino.
Aiuto! Ma in che Paese viviamo???
Ma come non preoccuparsi del fatto che sia partita l'ennesima campagna TV anti-internet, nata e strumentalizzata con lo "scandalo" Google? ...Telegiornali che parlano tangenzialmente delle nefandezze di quattro giovani disgraziati, puntando il dito su Google piuttosto che approfondire le cause della "degenerazione" di questi ragazzi.
Ma come si fa a questo punto a non assumere un atteggiamento di difesa della liberta' dell'informazione che nessun altro media al di fuori di internet e' in grado di garantire?
Ma come non dire allora che la causa di questo ed altri raccapriccianti episodi di violenza siano in gran parte dovuti ai modelli comportamentali che oggi offre la TV ai minori?
Come non denunciare questa TV che e' allo sbando e che ne se frega altamente di rispettare le fasce protette, mandando on air programmi allucinanti, che contengono sesso, violenze verbali e fisiche, proposti qualunque ora della giornata?
Vorrei lanciare un appello a tutti i miei colleghi ed e' quello di creare immediatamente un Comitato permanente per l'informazione su Internet che possa essere il punto di riferimento per far conoscere alle istituzioni giudiziarie, politiche e agli organi di informazione il valore e le peculiarita' della rete.
Questa caccia alle streghe non ha nessun fondamento e il Medio Evo e' cosa di 500 anni fa. Indietro non si puo' tornare, si puo' solo avanzare.

sabato, novembre 18, 2006

Second Life

Ultimamente i media hanno ripreso a dedicare grande attenzione ai fenomeni sociali ed alle "conversazioni" che avvengono in rete.
Questa settimana su L'Espresso c'e' un articolo dedicato a Second Life www.secondlife.com
Ora non voglio parlarvi di Secondlife dal punto di vista marketing e advertising, potrei raccontarVi del fatto che per adidas Isobar ha aperto un negozio in Linden Town...ma non e' questo davvero di cui vi voglio parlare...le mie domande sono perche' e come si fa?
Perche' secondo Voi 1, 5 milioni di persone hanno deciso di vivere un seconda vita in Linden Town?...e poi, come fanno a passare molte ore della loro giornata in Linden Town?
Io ho acquisito la cittandinanza in Secondlife, mi chiamo Layla Santos, e l'ho fatto per una questione professionale, ma vi assicuro che pur avendo un committment cosi' forte, non riesco a viverla.
Eppure sembra siano tutte persone "normali" i cittadini di Linden Town, ma come fanno?...forse che li' in Linden Town abbiano inventato la macchina del tempo e ancora noi non lo sappiamo?

domenica, novembre 12, 2006

Il vanghetto dove lo metto?

Ok....passata la crisi iperglicemica che qualcuno di voi, conoscendomi, avra' sicuramente ravvisato nel mio precedente post ;-)
sono di nuovo qui perche', avrei voluto parlarVi del Vanghetto, ma invece no, non posso...non l'ho trovato neanche su
http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Search?search=vanghetto

Con tutta la delicatezza che sarebbe stata necessaria per parlarvi di questo scottante argomento, il vanghetto, comincio col dire che la storia sui fondatori di Yahoo la si puo' trovare qui
http://docs.yahoo.com/info/misc/history.html
http://www.mediamente.rai.it/mmold/english/bibliote/biografi/y/yang.htm
e che Jerry Yang pur essendo nato a Taipei ha fatto tutti gli studi negli USA e dunque possiamo attribuire la nascita di Yahoo alla formazione delle scuole americane, non cinesi.
Chissa' se attraverso un neologismo dato dall'unione delle due parole si possa trovare qualcosa che ci spieghi meglio la storia e l'utilita' dello "Yanghetto".
Chi e' stato al Convegno dell'8 mattina di IAB Forum, sa esattamente a cosa mi sto riferendo.
Ironia a parte ho trovato l'intervento di Giulio Malgara allo scorso IAB Forum interessante da un lato ma preoccupante dall'altro. Per carita', tanto di onore a chi e' stato capace di creare un'azienda di successo come la sua Malgara Chiari & Forti SpA
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/07_Luglio/06/rai.shtml ed e' stato insignito della laurea ad honorem oltre che del cavalierato della Repubblica, ma come si puo' pensare di dire, senza suscitare alcuna reazione di sgomento, davanti ad un pubblico di professionisti della comunicazione, che Internet va bene sostanzialmente per comunicare prodotti come il vanghetto? Come si puo' sostenere una tesi che, se solo fosse vera per meta', metterebbe in ginocchio una buona parte dell'economia mondiale?

Caro Dottor Malgara,
mi rivolgo direttamente a Lei. Vorrei rassicurarla sul fatto che gia' dagli atti di IAB Forum 2006, senza dover andare a tirare fuori centinaia se non migliaia di ricerche sull'argomento, e' possibile farsi un'idea di quanto importante ed indispensabile sia diventata internet per tutte le aziende italiane ed internazionali. Internet e' un asset centrale nella comunicazione d'impresa, certo anche per quell'azienda che nel Nord-Est del nostro Paese ha fatto la sua fortuna producendo il vanghetto, ma provi a pensare anche alla Procter & Gamble che ha deciso di pianificare advertising sui siti di social networking (nella fattispecie My Space) per promuovere il nuovo deodorante Secret Sparkle
http://www.nytimes.com/2004/12/03/business/media/03adco.html?ex=1259902800&en=1fddda6e4765b380&ei=5088&partner=rssnyt
Ecco uno stralcio dell'articolo del New York Times: "...But P.& G. has decided that mass marketing will keep losing effectiveness as media choices and consumer control grow, so it has made charting new paths to consumers a priority.
"This is the first time we've tried this," said Michelle Vaeth, a communications director at Procter & Gamble in Cincinnati. "We really hope it works, because we recognize that MySpace.com is a growing and important player in the social networking Internet space."
Social networking sites, particularly those friendly to music fans, are a growing destination for the company's target audience. "We have to be where they are in this online world," Ms. Vaeth said..."
Oppure, dia per cortesia un'occhio a questi risultati della ricerca condotta in Olanda da Forrester per Unilever e il prodotto Dove che prova quanto sia efficace ed efficiente l'advertising online per un prodotto mass-market come il sapone
http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,36740,00.html

Di certo Internet e' cosi' flessibile ed efficace, a differenza del vanghetto per quel poco che ne so, da poter soddisfare gli obiettivi di marketing e di comunicazione di qualunque azienda e qualunque prodotto. E non lo dico io, lo dicono manager che ogni giorno fanno i loro conti con il famigerato ROI.
Comunque mi rendo assolutamente conto del fatto che e' ancora necessario fare cultura ed e' per questo che Iab e tutti i professionisti di questo settore della comunicazione interattiva si mettono a totale disposizione del mercato per poter dimostrare con fatti oggettivi che in un ambiente confortevole com e' l'online, c'e' spazio per tutti e che questo "spazio" puo' essere sfruttato al meglio con risultati molto positivi.
Tra l'altro, consapevole proprio del fatto, come diceva Lei, che dobbiamo ancora fare molta cultura, proprio il primo di dicembre saro', insieme ad altri validi professionisti del settore, a Udine per un Convegno Aipem dal titolo "Comunicazione Innovazioni per l'uso"
http://www.aipem.it/
Il nostro compito e' quello di mettere a fattor comune la nostra esperienza e competenza, il compito delle aziende che investono in pubblicita' e' pero' quello di sfruttarla.
E' anche una questione di competitivita' del nostro Paese rispetto alle economie degli altri Paesi che non hanno alcuna intenzione di sedersi sugli allori come invece -ogni tanto- mi viene da pensare stia capitando alla nostra fantastica ma ultimamente pigra e priva di grinta bell'Italia.

Post IAB Forum 2006 dalla mia prospettiva

E' stata una impresa fantastica...e' stato un po' come mettere in piedi una piccola Societa' in tre mesi...business plan, conti economici, creazione del "prodotto", ricerca partner, ricerca sponsor, ricerca/contatto del target, campagna di promozione, lobby, public relations, rapporti con la stampa, tracking e reporting delle attivita'...faticoso, intenso, ma al tempo stesso gratificante e divertente...soprattutto perche' al di la' dei risultati, ho lavorato con un team di persone eccezionali, appassionate, determinate, solidali, disposte ad impiegare il loro tempo e le loro intelligenze perche' tutto funzionasse al meglio. Difficile perche' ogni minuto era prezioso, la tensione era alta e non c'era tempo per rilassarsi nemmeno per un attimo...visto che nel frattempo ognuno di noi doveva anche dare priorita' al proprio "vero" lavoro.
Alla fine venerdi' mi sono commossa, e i miei colleghi di Isobar lo sanno, lo hanno visto... forse per la grande pressione sopportata in questo periodo, forse per la grande dimostrazione di stima e di affetto che mi hanno dato...
L'emotivita' che era stata "blindata e arginata" perche' non c'era, purtroppo, molto tempo per cedere alle "debolezze umane" ha avuto il sopravvento e quando l'adrenalina ha lasciato posto all'endorfina, solo a quel punto sono riuscita a rendermi conto che potevo "mollare" un po' del mio self-control perche' tutto era andato bene. E allora mi sono sentita una persona felice e fortunata per quello che sono, per quello che faccio, perche' sono circondata da persone uniche, eccezionali dal punto vista umano prima ancora che professionale, che, come me, credono profondamente nelle cose che fanno.
E' cosi', secondo me, che si costruisce un'impresa di successo, con la testa e con il cuore.
Grazie a tutti e arrivederci al prossimo anno...
btw, ho gia' alzato "l'asticella" degli obiettivi per iniziare a lavorare ad un progetto ancora piu' "grande". Giusto per non correre il rischio di annoiarsi neanche un po' :-)

www.iabforum.it
http://iabforum.blogosfere.it/

venerdì, ottobre 27, 2006

BBF - tecnologia e media un matrimonio che "saddafa' "

Qualche giorno fa sono stata invitata da Raffaele Barberio http://www.key4biz.it/
e da Gianluigi Ferri al BroadBand Business Forum http://www.wirelessforum.it/bbf2006/
Nel riflettere sui contenuti della mia relazione qualche dubbio da entrambe le parti c'era, nel senso che occupandomi di marketing e advertising, ci siamo posti implicitamente la domanda su come integrare il mio discorso e renderlo sinergico alle tematiche prettamente inerenti al "cavo".
In cuor mio ero abbastanza certa che, pur avendo a che fare con il mondo dell'ICT nella sua accezione piu' stretta, la contaminazione delle discipline mi avrebbe consentito di inserirmi "morbidamente" nel flusso delle relazioni, ma, ad ogni modo stavo cercando di trovare il giusto link per poter dare coerenza e seguire un filo logico rispetto alle relazioni che mi precedevano.
Di fatto e' stato molto piu' semplice di quanto immaginassimo. Tutti i relatori, a parte la dottoressa del Comune di Verrucchio, hanno piu' o meno sfiorato l'ambito dei media digitali ma Paolo Zocchi, Consigliere per l’Innovazione del Ministro Linda Lanzillotta, mi ha dato un bell' "assist" parlando del ruolo della pubblicita' interattiva e della sua importanza nell'ambito della catena del valore. Cosi', quando e' arrivato il mio momento mi sono trovata totalmente a mio agio, pur avendo toccato argomenti non cosi' "hard" come quelli dei relatori precedenti, ed ho a mia volta fornito un link al Sottosegretario alle Comunicazioni Luigi Vimercati che ha illustrato la proposta di riforma Gentiloni ed ha poi parlato del ruolo della pubblicita' sui media interattivi.
In definitiva io credo che oggi sia necessaria una forte integrazione fra le culture, le esperienze e le professionalita' all'interno delle aziende. Ho trovato piu' che mai importante il fatto di trovarmi non nel solito summit di addetti ai lavori della pubblicita' ma in un ambito, quello tecnologico dei fornitori di servizi di connettivita', che costituisce l'infrastruttura di base ovvero la commodity per lo sviluppo di servizi e contenuti informativi e di intrattenimento e -of course- pubblicitari, cercando di comprendere le loro problematiche e portando le mie competenze in un contesto insolito ma davvero ospitale e attento alle suggestioni "out of the box".

sabato, ottobre 14, 2006

La follia della stagione venatoria

E' sabato sono qui nel mio blog alle 8 di mattina perche' sono stata svegliata dagli spari dei cacciatori, o presunti tali, che si divertono ad uccidere gli uccelli selvatici, quei pochi uccelli rimasti nelle nostre campagne oppure a massacrare le migrazioni che in questo periodo dal nord Europa scendono verso l'Africa. E' cosi' da qualche settimana, da quando e' stata aperta ancora una volta la stagione venatoria. Abito a circa 10 chilometri da Milano, una distanza sufficiente per dichiarare, in maniera un po' snob se volete, di abitare in campagna, una distanza sufficiente per potersi indignare e denunciare questa legge anacronistica che ancora consente ad alcuni uomini di trovare godimento nel fare strage di essere viventi innocenti peraltro indispensabili per il nostro ecosistema.

venerdì, ottobre 13, 2006

Conferenza Edelman-Technorati

Sono reduce dalla presentazione di Edelman e Technorati. Ho trovato tutto molto interessante. Ho apprezzato anche il contraddittorio tra alcuni blogger ma sinceramente non ho capito quali fossero realmente obiettivo e target della conferenza (scusate la deformazione professionale).
Le Biciclette (la location) era pienissima, c'era gente per strada alle ore 11.45, seduti di fronte ai relatori un gruppo di blogger (direi lo "zoccolo duro" dei blogger italiani)...poche aziende investitori pubblicitari (li definisco cosi' per semplicita') da quanto ho visto ovvero credo il reale target della presentazione che offriva un servizio di monitoraggio della brand all'interno dei blog.
Tutto giustificabile pero'... credo sia stata, quella di oggi, una delle rarissime occasioni di incontro fra blogger, e dunque a Edelman va il plauso di averli riuniti, e credo anche che molte aziende siano state invitate ma poche abbiano capito l'importanza della presentazione e non siano venute.

domenica, ottobre 08, 2006

American dream

L'altro ieri a San Francisco ho conosciuto Chad Hurley, fondatore di YouTube. Questa settimana e' su tutti i giornali internazionali e nazionali finanziari ed economici, Forbes gli ha dedicato la copertina, ieri Repubblica dava per quasi certa l'acquisizione da parte di Google.
Ma la riflessione che volevo fare e' questa: solo in America possono succedere certe cose...e non e' un modo di dire...
Secondo voi, se You Tube fosse nato dalla brillante intuizione di due trentenni rampanti ma italiani avrebbe ottenuto lo stesso successo? Io dico di no. Primo, perche' difficilmente avrebbero trovato un venture capital che a colpi di due/tre milioni di dollari arrivava a finanziare il progetto, tutt'ora in perdita, per 11 milioni di dollari. Secondo perche' gli americani sono tanti, entusiasti e molto estroversi per cui, l'alchimia di un sito nato dall'esigenza di due amici di uplodare e vedere facilmente i proprio video amatoriali, che nel giro di pochi mesi ha iniziato a raccogliere una community di decine di milioni di users che, attraverso un meccanismo di word of mouth, l'hanno fatto diventare il sito piu' desiderabile del momento, e' una "chemistry" tutta made in USA.
Credo abbiate letto che Google sembra che lo voglia acquisire per 1,6 billion usdollars...
Ma il paradosso (che poi tanto paradosso non e') sta nel fatto che la NBC, uno dei piu' importanti network televisivi americani, ha fatto un accordo con Yout Tube in termini di investimento pubblicitario per promuovere i propri programmi televisivi attraverso ...broadcast yourself!
http://www.youtube.com/watch?v=pEa6Cnczy5c
http://www.youtube.com/watch?v=8aL26uOQiDk
La strategia creativa e' a dir poco eccezionale e per chi non avesse ancora idea di come cambiera' l'advertising o meglio il communication planning ecco qui un ottimo esempio del futuro che ci aspetta. La NBC e' stata una delle prime grandi media company a capire il valore dell'audience di You Tube tanto da inginocchiarsi ed andare ad acquistare posizioni pubblicitarie con la speranza di incrementare la propria audience televisiva. E ci potete scommettere che i risultati arriveranno.

American dream

L'altro ieri a San Francisco ho conosciuto Chad Hurley, fondatore di YouTube. Questa settimana e' su tutti i giornali internazionali e nazionali finanziari ed economici, Forbes gli ha dedicato la copertina, ieri Repubblica dava per quasi certa l'acquisizione da parte di Google.
Ma la riflessione che volevo fare e' questa: solo in America possono succedere certe cose...e non e' un modo di dire...
Secondo voi, se You Tube fosse nato dalla brillante intuizione di due trentenni rampanti ma italiani avrebbe ottenuto lo stesso successo? Io dico di no. Primo, perche' difficilmente avrebbero trovato un venture capital che a colpi di due/tre milioni di dollari arrivava a finanziare il progetto, tutt'ora in perdita, per 11 milioni di dollari. Secondo perche' gli americani sono tanti, entusiasti e molto estroversi per cui, l'alchimia di un sito nato dall'esigenza di due amici di uplodare e vedere facilmente i proprio video amatoriali, che nel giro di pochi mesi ha iniziato a raccogliere una community di decine di milioni di users che, attraverso un meccanismo di word of mouth, l'hanno fatto diventare il sito piu' desiderabile del momento, e' una "chemistry" tutta made in USA.
Credo abbiate letto che Google sembra che lo voglia acquisire per 1,6 billion usdollars...
Ma il paradosso (che poi tanto paradosso non e') sta nel fatto che la NBC, uno dei piu' importanti network televisivi americani, ha fatto un accordo con Yout Tube in termini di investimento pubblicitario per promuovere i propri programmi televisivi attraverso ...broadcast yourself!
http://www.youtube.com/watch?v=pEa6Cnczy5c
http://www.youtube.com/watch?v=8aL26uOQiDk
La strategia creativa e' a dir poco eccezionale e per chi non avesse ancora idea di come cambiera' l'advertising o meglio il communication planning ecco qui un ottimo esempio del futuro che ci aspetta. La NBC e' stata una delle prime grandi media company a capire il valore dell'audience di You Tube tanto da inginocchiarsi ed andare ad acquistare posizioni pubblicitarie con la speranza di incrementare la propria audience televisiva. E ci potete scommettere che i risultati arriveranno.

domenica, ottobre 01, 2006

CREATIVE COMMONS

In questi giorni ho seguito con un pochino di attenzione la discussione tra Vittorio Zambardino e Luca Sofri nata dalla lamentela di quest'ultimo per un comportamento non corretto da parte di Kataweb News che si esplica nel riprendere suoi post senza averlo preventivamente avvertito.
BTW: la discussione e' sempre piu' infuocata!
http://vittoriozambardino.blog.kataweb.it/
http://www.wittgenstein.it/post/20060930_62836.html


Penso che una soluzione al problema del diritto d'autore o quantomeno di un codice deontologico a cui dovrebbero rifarsi tutti coloro che rientrano in quella moltitudine di users che generano contenuti protrebbe essere quella offerta da Creative Commons.
Si tratta di un'organizzazione no profit che offre gratuitamente una serie di strumenti/licenze per proteggere le proprie opere d'ingegno.
Qui di seguito maggiori dettagli:
Creative Commons licenses provide a flexible range of protections and freedoms for authors, artists, and educators. We have built upon the "all rights reserved" concept of traditional copyright to offer a voluntary "some rights reserved" approach. We're a non profit organization. All of our tools are free.

sabato, settembre 30, 2006

The Wisdom of Crowds

Nella vita molto spesso siamo portati a sottostimare il valore delle cose piu' semplici, banali e popolari.
Pensiamo che l'esclusivita', l'unicita', l'originalita' di un pensiero, di una circostanza, di un avvenimento facciano la differenza. Questo e' vero.
Ma cos'e' che "muove" il mondo? Cos'e' quel fattore che consente all'umanita' di progredire? Sono le invenzioni geniali di pochi singoli o al massimo di un'elite di intellettuali o piuttosto l'intelligenza collettiva?
Sto leggendo un libro dal titolo "The Wisdom of Crowds" nel quale l'autore, Jim Surowiecki, un giornalista del New Yorker sostiene che sia la saggezza della folla a fare la differenza, che l'unione di piu' intelligenze, l'integrazione di molteplici punti di vista, l'incrocio e la mediazione di ogni singola idea creino piu' valore di quanto possa crearne il genio isolato di una mente illuminata con un quoziente di intelligenza superiore alla media.
Tante semplici e mediocri intelligenze se messe a fattor comune producono, secondo Surowiecki, piu' valore in assoluto e sono la vera causa dello sviluppo della Societa', dell'Economia e del Business.
Io sono d'accordo con Surowiecki. Certo, l'invenzione di un genio puo' far far qualche balzo in avanti al progresso sociale ma statisticamente parlando e' piu' importante la saggezza popolare o per meglio dire e' il contributo di un numero elevato di cervelli, seppur mediamente intelligenti, che poi consente un reale costante ed inarrestabile sviluppo del nostro essere.
Il libro non e' ancora stato tradotto in italiano ma per chi fosse curioso di leggerlo subito lo trova su Amazon e su tutti i piu' importanti e-bookshop internazionali.

martedì, settembre 12, 2006

Ma quant'e' bravo e "brave" il Ministro Gentiloni!

Comincio con il dire che un Ministro che ha un blog e' bravo "by default"...in piu' dice sul suo blog un sacco di cose interessanti. E che dire poi sul fatto che i post di chi vuole interagire con lui, lasciando i propri commenti, non vengono neanche filtrati!
Vi segnalo ad esempio questo post del Ministro, di cui trovate il link qui di seguito, che non sostiene niente di nuovo (almeno per noi addetti ai lavori)... ma se e' Lui in prima persona ad esprimersi tutto assume una dimensione come dire diversa, ipotizzando poi le implicazioni politiche che il suo pensiero possa generare. Davvero bravo! oltre che "brave" (all'inglese :-)
http://www.paologentiloni.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=2238&sid=1

mercoledì, agosto 09, 2006

WEB 2.0 attenzione ad usarlo

Lo sapevate che Web 2.0 e' un trademark coniato dall'editore americano O'Reilly?
...attenzione dunque ad usarlo, potreste essere citati in giudizio!
Per chi volesse saperne di piu':
http://www.tomrafteryit.net/oreilly-trademarks-web-20-and-sets-lawyers-on-itcork/
http://radar.oreilly.com/archives/2006/05/controversy_about_our_web_20_s.html
http://www.crunchnotes.com/?p=216

giovedì, agosto 03, 2006

Sulla Net Neutrality

E' il titolo dell'articolo molto interessante che ha scritto Massimo Fubini, A.D. di Tomato Interactive http://www.tomato.it/chisiamo/team_mf.php, su La Voce.
Ho trovato il pezzo di Massimo chiaro, anche attraverso l'uso di metafore che spiegano esattamente "l'oggetto del contendere", e ricco di stimoli.
Spero che il nuovo Governo tenga conto di questi contributi di pensiero -che ogni giorno molte persone appassionate, disponibili e competenti come Massimo, offrono cosi'... in maniera neutrale- quando si apprestera' a prendere una serie di decisioni che certamente potranno cambiare il business di molte aziende ma anche il futuro della nostra societa'.
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=44&cms_pk=2300&from=index

About Podcasting

Il podcasting è un'applicazione che permette di scaricare file multimediali -audio e video- da internet. "Podcasting" e' un neologismo creato dalla combinazione di due parole "iPod" e "broadcasting" talmente utilizzato che lo scorso anno e' stato ufficialmente inserito nel Nex Oxford America Dictionary. Il software per il podcasting e' tipicamente reperibile online gratuitamente (ad esempio http://www.apple.com/itunes/download/ ) e una volta configurato si collega regolarmente al sito selezionato downlodando i contenuti di interesse sul proprio PC. La modalita' di erogazione dei contenuti e' ovviamente dipendentemente dall'editore degli stessi che puo' offrirli gratuitamente o attraverso pagamento.
Questa e' la definizione che propone Wikipedia:
Podcasting is the method of distributing multimedia files, such as audio programs or music videos, over the Internet using either the RSS or Atom syndication formats, for playback on mobile devices and personal computers. The term podcast, like 'radio', can mean both the content and the method of delivery. The host or author of a podcast is often called a podcaster. Though podcasters' web sites may also offer direct download or streaming of their files; a podcast however is distinguished by its ability to be downloaded automatically using software capable of reading RSS or Atom feeds.
Usually a podcast features one type of 'show', with new episodes released either sporadically or at planned intervals such as daily or weekly. In addition, there are podcast networks that feature multiple shows on the same feed.


Ma quanti sono gli internet users italiani che lo conoscono e ne fanno uso? Secondo l'ultima preziosissima indagine di GFK Eurisko New Media conoscono il podcasting circa 5,4 milioni di individui ma ne fanno uso circa 400mila persone.
Pur non utilizzandolo ancora hanno dichiarato interesse verso il podcasting circa 3 milioni di individui. Il trend e' dunque senz'altro positivo e le aspettative di crescita della curva di adozione sono anch'esse decisamente interessanti.

lunedì, luglio 24, 2006

Quanti sono i Blog in Italia?

Quanti sono i Blog in Italia?
nel mese di febbraio avevo postato questo messaggio:
...Secondo l'ultima Eurisko New Media il 2% degli utenti internet possiede/gestisce un blog personale cio' significa che in italia ci sono circa 350.000 blog...

Sapete quanti sono ora sempre secondo l'ultima vawe della ricerca GFK Eurisko New Media?
il 4% ovvero circa 650.000...potere degli "user generated content"

domenica, luglio 23, 2006

Lynette e le sue favolose chart

Vorrei parlarVi di Lynette e di come Lei all'interno di Isobar abbia trovato un modo per condividere la conoscenza con la convinzione, che e' anche la mia, che solo diffondendo la cultura del digitale si possa accelerare la trasformazione del settore della comunicazione.
Lynette Webb (un cognome una garanzia :-) e' la mia collega di Londra che fa la "strategic analyst" ed e' una fucina di idee e di modi per supportare il nostro network Isobar.
Guardate Voi stessi che galleria di immagini evocative.
Credo non vi sia nulla di meglio di un'immagine, di una foto con un commento sintetico per trasmettere un messaggio impattante e che lasci il segno.

http://www.flickr.com/photos/lynetter/sets/72057594139269787/

venerdì, luglio 21, 2006

L'email marketing e' in declino???

Oggi mi ha telefonato un giornalista dicendomi che stava scrivendo un articolo su "...questo fenomeno del declino dell'email marketing...", dicendomi se avevo dati che potessero supportare questo trend negativo.
Ho strabuzzato gli occhi...perche' con le orecchie non mi riesce :-)
Gli ho chiesto da quale presupposto-fonte partisse la sua considerazione visto che dal mio punto di vista invece il trend presentava dei valori positivi.
Naturalmente l'email marketing ha subito degli "scossoni" a causa di un utilizzo improprio ed in alcuni casi illegale della posta elettronica (vedi spamming, phishing etc), e ancora ne subira', ma da qui a dire che dovremmo recitare il "requiem" dell'email marketing...accidenti, no!
Oggi siamo di fronte, da un lato, ad un consumatore piu' maturo ed attento a selezionare e filtrare i messaggi indesiderati, dall'altro alle aziende che finalmente stanno comprendendo il valore di questo veicolo iniziando ad utilizzarlo sempre piu' strategicamente e ponendo grande attenzione alla qualita' dei contenuti, con l'obiettivo di coinvolgere il consumatore in una relazione duratura e soddisfacente da entrambe le parti.
La curva di adozione dell'email marketing nelle aziende in quanto una delle piu' importanti piattaforme di dialogo con i consumatori si sta via via elevando. Perche'? Semplice perche' se gestita con professionalita' funziona.
L'email marketing non e' un fenomeno di moda bensi' una modalita' molto efficace ed efficiente per le aziende di entrare in relazione con i consumatori. Tutto qui.

Riporto questa newsletter che ho ricevuto ieri e che "casca a fagiuolo":

REMEMBER SIX YEARS AGO OR so when e-mail was "the flavor of the month"?
You remember--all of those comments about customers feeling free to e-mail what they were thinking while they sat in their pajamas? Back then, for the first time in a very long time, customers felt like they could actually have "real conversations" with companies. And, when companies started to e-mail back...well, you would have thought that solving world hunger could not have been far off.
Cool? WAY Cool! Consumers couldn't believe they had found an alternative vehicle to engage in a two-way dialogue with companies whose services and products they valued. This event was the footing for the foundation of face-to-face marketing online.
Yeah, e-mail had one hell of a "coming-out party": cheap, relatively easy, very responsive and safe--everyone's eyes were on her. For a while, she even came with flashy videos and java scripts that made e-mail interesting to open and fun to read. And just when this beautiful channel debutante was in the middle of her big dance, the party was over.
The commoditization of e-mail pricing fueled by vendor wars, bells and whistles galore, and the looming promise of a CRM platform that solved everything, swooped in and crashed the party. When this happened, e-mail entered a dark age filled with, spam, phishing, and deliverability issues. The glamour, glitz, and ease of use were gone.
But guess what? It is time for e-mail's second coming-out party. She's reinvented herself and she's back with a vengeance! Today's e-mail is not the e-mail you used to know. Today's e-mail has emerged as the cornerstone of digital media and digital relationships--and is now the way that over 60 million people communicate with their friends and family on a daily basis. E-mail has become much more than a commoditized messaging platform; it is the glue that bonds the customer to the brand in a digital world. Ninety-five percent of companies who market use e-mail as a key marketing vehicle. If your company is not using e-mail in a strategic manner, or does not recognize that EVERY e-mail you send or respond to is an opportunity to deliver on the promise of your brand, you are clearly missing the party. In the new world of e-mail, there are seven key strategic elements that need to be considered when planning a program or campaign: 1. Your growth and maintenance plans for your prospect e-mail database.
2. Your opt-in methodology and early engagement strategy.
3. Your e-mail "promise" and the way the brand is represented.
4. Your header information and deliverability score and reputation.
5. "Above the fold" placement of imagery that drives action and use of relevant content.
6. The Web site/landing page engagement flow and interaction.
7. The strategy for integrating the precious content in your e-mails with other digital media: blogs, rss feeds and communities.
...
Check out the E-mail Experience Council Web site at http://www.emailexperience.org.